La storia di Kamika Ekadasi
Maharaja Yudhisthira disse:
«O Supremo Signore, ho ascoltato da Te le glorie del digiuno in Deva-sayani Ekadashi, che cade nella quindicina di luna crescente nel mese di Āṣāḍha. Ora vorrei sentir parlare dell’Ekadashi che cade nella luna calante del mese di Śrāvaṇa (luglio-agosto).
O Govinda, Ti prego, sii misericordioso con me e spiegami le sue glorie. O Vāsudeva, Ti offro i miei umili omaggi.»
Il Signore Supremo, Śrī Krishna, rispose:
«O re, ti prego di ascoltare con attenzione mentre ti descrivo la potenza propizia di questo sacro giorno di digiuno, che cancella ogni peccato.
Un giorno, Nārada Muni chiese a Brahmā di parlargli di questo argomento:
“O sovrano di tutti gli esseri,” disse Nāradajī, “Tu che siedi su un trono di loto, dimmi, ti prego, il nome dell’Ekadashi che cade nella luna calante del mese di Śrāvaṇa. Per favore, dimmi anche quale Divinità viene adorata in questo giorno santo, le regole per osservarlo e i meriti che conferisce.”
Il Signore Brahmā rispose:
«Nārada, mio caro figlio, per il bene dell’umanità intera ti dirò con gioia tutto quello che tu desideri conoscere, perché semplicemente ascoltando le glorie di Kāmikā Ekadashi si ottiene un merito superiore a quello che guadagna chi celebra un sacrificio del cavallo.
Certamente ottiene grandi meriti chi adora il Signore Gadādhara e medita sui piedi di loto della Sua forma a quattro braccia, che reggono la conchiglia, il disco, la mazza e il loto. Egli è conosciuto anche come Śrīdāra, Hari, Viṣṇu, Mādhava e Madhusūdana. Le benedizioni ottenute da una persona che adora esclusivamente Śrī Viṣṇu sono molto superiori a quelle che si ottengono compiendo le abluzioni sacre nel Gaṅgā a Kāśī (Vārāṇasī), nella foresta di Naimiṣāraṇya, o a Puṣkara, dove io sono adorato.
Ma colui che osserva Kāmikā Ekadashi e allo stesso tempo adora Śrī Krishna guadagna un merito maggiore di quello che si riceve ottenendo il darśana del Signore Kedāranātha sull’Himalaya, o compiendo abluzioni a Kurukṣetra durante un’eclissi solare, o distribuendo in carità la Terra intera, comprese le foreste e gli oceani, oppure bagnandosi nel fiume Gandakī o nel fiume Godāvarī in un lunedì di luna piena, nella congiunzione di Giove in Leone.
Osservare Kāmikā Ekadashi conferisce lo stesso merito di donare una mucca da latte con il suo vitello, e il foraggio necessario a entrambi. In questo giorno, chi adora il Signore Śrīdāradeva, Śrī Viṣṇu, è glorificato dagli esseri celesti, dai Gandharva, Pannaga e Nāga.
Coloro che hanno timore delle proprie colpe passate e sono completamente immersi nella vita materiale colpevole devono osservare questa Ekadashi suprema al meglio delle loro possibilità, e otterranno la liberazione. Questa Ekadashi è il giorno più puro e il più potente per cancellare i peccati.
O Nārada, Śrī Hari, il Signore in persona, un giorno disse di questa Ekadashi:
“Colui che digiuna in Kāmikā Ekadashi ottiene un merito molto superiore a quello che si ottiene studiando tutte le Scritture spirituali.”
Chiunque osservi il digiuno in questo particolare giorno e resta sveglio per tutta la notte non sperimenterà mai la collera di Yamarāja, la morte personificata. Chiunque osservi Kāmikā Ekadashi sarà liberato dalle nascite future, e nel passato molti yogi che digiunarono in questo giorno raggiunsero il mondo spirituale. Bisogna dunque seguire le loro orme propizie e osservare scrupolosamente il digiuno in questa Ekadashi.
Chiunque adori Śrī Hari con foglie di Tulasī è liberato da ogni legame con il peccato. In verità, egli vive senza essere toccato dal peccato, come la foglia del loto che, pur vivendo nell’acqua, non ne viene toccata. Chiunque offre a Śrī Hari anche una sola foglia di una pianta di Tulasī ottiene un merito pari a chi distribuisce in carità duecento grammi d’oro e ottocento grammi d’argento.
Dio, la Persona Suprema, è più soddisfatto di colui che Gli offre una sola foglia di Tulasī che di chi Lo adora con perle, rubini, topazi, diamanti, lapislazzuli, zaffiri, pietre gomeda, pietre “occhio di tigre” e corallo.
Chi offre a Śrī Keśava i mañjarī appena cresciuti sulla pianta di Tulasī si libera da tutti i peccati che ha commesso in questa o in altre vite. In verità, il semplice darśana di Tulasī o rivolgerle preghiere guarisce da ogni malattia. Chi annaffia Tulasī non deve più temere il signore della morte, Yamarāja. Chi pianta o trapianta Tulasī andrà a vivere con Śrī Krishna nella Sua dimora. Bisogna dunque offrire ogni giorno i nostri omaggi di tutto cuore a Śrīmatī Tulasī-devī, che concede la liberazione nel servizio devozionale.
Nemmeno Citragupta, il segretario di Yamarāja, è in grado di calcolare il merito ottenuto da chi offre a Śrīmatī Tulasī-devī una lampada di ghī sempre accesa. Questa sacra Ekadashi è così cara a Dio, la Persona Suprema, che tutti gli antenati di colui che offre una lampada di ghī a Śrī Krishna in questo giorno ascendono ai pianeti celesti, dove bevono il nettare.
Chiunque offre una lampada di ghī o olio di sesamo a Śrī Krishna in questo giorno è liberato da tutti i suoi peccati ed entra nella dimora di Sūrya, il dio del sole, con un corpo luminoso come dieci milioni di lampade.
“O Yudhiṣṭhira,” concluse Śrī Krishna, “questo è ciò che Brahmā disse a Nārada Muni sulle incalcolabili glorie di Kāmikā Ekadashi, che annienta ogni peccato. Questo sacro giorno annulla persino peccati come l’uccisione di un brāhmaṇa o di un bambino non ancora nato nel grembo della madre, e permette di raggiungere il mondo spirituale, conferendo meriti straordinari.
Chiunque ascolti con fede queste glorie di Kāmikā Ekadashi si libera da ogni peccato e torna nella sua dimora originale, Viṣṇu-loka.”
Così termina la narrazione delle glorie di Śrāvaṇa-kṛṣṇa Ekadashi, o Kāmikā Ekadashi, dal Brahma-vaivarta Purāṇa.