Iniziazioni spirituali conferite da
S.G. Shriman Matsya Avātar Prabhu - Diksha 11 ottobre 2025
Vi ringrazio per avere partecipato in tanti, in presenza e online, alla celebrazione del sacro rito delle iniziazioni di sabato 11 ottobre 2025 e vi offro una riflessione sul tema che ho affrontato.
Come superare gli ostacoli che insorgono durante il canto del Santo Nome
Il canto del Santo Nome è una delle vie più dirette per risvegliare la consapevolezza spirituale. È un gesto semplice e profondo allo stesso tempo: basta la voce, il respiro e la volontà di volgere il pensiero verso l’Alto.
Eppure, proprio quando ci sediamo a cantare, la mente sembra farsi più rumorosa, più inquieta, più sfuggente. È come se, di fronte al richiamo dell’anima, emergesse tutta la confusione accumulata dentro di noi.
Molti, in questi momenti, pensano di “non essere portati” alla pratica. In realtà è l’esatto contrario: il canto fa emergere la parte più segreta di noi, quella che cerca libertà ma teme di ottenerla davvero. La mente, abituata a dominare, si ribella quando non è più lei a condurre il gioco.
La mente è bizzarra: ama le distrazioni, si nutre di pensieri che la allontanano dall’essenziale. È come un bambino capriccioso che teme il silenzio, perché nel silenzio non trova più appigli. Ma ciò che percepiamo come resistenza è in realtà un’occasione per conoscerla, osservarla, trasmutarla.
Superare gli ostacoli del canto non significa vincere sulla mente, ma imparare ad ascoltarla senza identificarci con essa.
Quando i pensieri disturbano la concentrazione, possiamo praticare un’antica arte: coltivare il pensiero opposto. Ogni volta che un pensiero ci tira verso il basso - la critica, la paura, il dubbio, l’indolenza - possiamo sostituirlo con la sua forma luminosa: gratitudine, fiducia, presenza.
Non si tratta di reprimere ciò che è negativo, ma di trasformarlo, come si trasforma il fumo in luce passando per il fuoco della consapevolezza.
Il canto del Santo Nome diventa allora una scuola interiore, dove impariamo a riconoscere i moti della mente e a riorientarli verso l’amore.
Ogni volta che la mente si distrae, noi torniamo dolcemente al suono.
Ogni volta che il dubbio ci assale, torniamo alla fiducia.
Ogni volta che la fatica ci tenta, torniamo al senso profondo di ciò che stiamo facendo.
È in questo ritorno continuo che si compie la vera trasformazione: non nel controllo, ma nella costanza; non nella forza, ma nella resa.
Le difficoltà non sono nemiche della pratica: sono la materia grezza da cui nasce la coscienza spirituale. La mente resiste perché non vuole morire a se stessa, ma è proprio in quella resistenza che possiamo riconoscere la sua natura illusoria.
Con pazienza e amore, impariamo a lasciarla essere — e a cantare comunque.
Il canto non richiede di essere perfetti, ma di essere sinceri.
Non chiede di vincere, ma di restare.
Così, lentamente, il Santo Nome diventa una presenza viva, un amico silenzioso che ci accompagna nella vita quotidiana. Il rumore del mondo non scompare, ma perde il suo potere. E ciò che all’inizio sembrava uno sforzo diventa respiro, preghiera, comunione.
Se senti che dentro di te nasce il desiderio di approfondire questa via - non come religione, ma come percorso di conoscenza e trasformazione interiore - puoi scoprire di più nel corso dedicato, dove esploriamo in profondità il senso e la pratica del canto del Santo Nome come via per superare gli ostacoli della mente e risvegliare la gioia del cuore.
Matsya Avatar Das
- Corso dedicato alla pratica del canto del Santo Nome
Video completo dell'evento:
Album fotografico dell'evento: