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His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada Founder-Acarya of the International Society for Krishna Consciousness

His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada Founder-Acarya of the International Society for Krishna Consciousness

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society for...
  • His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada Founder-Acarya of the International Society for Krishna Consciousness
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    A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society for Krishna Consciousness (ISKCON) and the world’s foremost teacher of Krishna Bhakti in the 20th century.
    Born in India as Abhay Charan De, Abhay received a classical European education from Calcutta’s prestigious Scottish Church College. However, as a political activist and early follower of Gandhi’s civil disobedience movement, he rejected his diploma in protest of British rule in India. Several years later, after a life-changing encounter with Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakur, a prominent scholar and spiritual teacher who explained that the practice of Krishna Bhakti is too important to wait for political reform, Abhay redirected his attention from politics towards the cultivation of spiritual life and community.
    Bhaktisiddhanta represented the ancient tradition of Krishna Bhakti, the yoga of devotion, based on the teachings of the Bhagavad-gita. Upon their first meeting, Bhaktisiddhanta asked Abhay to bring the teachings of Bhagavad-gita and the practice of Krishna Bhakti to the West. Inspired by the depth of Bhaktisiddhanta’s devotional wisdom, Abhay became his lifelong student.
    After four decades of learning and practice, while simultaneously running his own business and supporting his family, Abhay took formal vows of sannyasa, or celibate priesthood. In preparation of his journey to the West, Abhay settled in the holy city of Vrindavan, India and began translating the Sanskrit verses of the Bhagavad-gita and the Srimad-bhagavatam into English and writing elaborate commentaries explaining each verse. During this time, Abhay was given the title Bhaktivedanta in recognition of his advanced scholarship and spiritual realization.
    In 1965, at the age of 69, Bhaktivedanta departed from India with unremitting determination to fulfill his teacher’s request. After a month-long voyage, having suffered two heart attacks while aboard an Indian cargo ship, Bhaktivedanta arrived at a lonely Brooklyn pier with seven dollars in Indian rupees and a trunk of ancient Sanskrit scriptures translated into English.
    Although faced with many hardships, Bhaktivedanta began giving Bhagavad-gita classes in Bowery lofts and leading kirtan (devotional chanting) in Tompkins Square Park. His sincerity attracted the attention of young seekers, eager to learn more about meditation and Eastern spirituality. With their help, Bhaktivedanta rented a small storefront in New York’s Lower East Side and continued giving daily classes and leading kirtan.
    Inspired by the support of his young American students, Bhaktivedanta established ISKCON (International Society for Krishna Consciousness) with the hope that his students’ enthusiasm would continue to grow. The following year, Bhaktivedanta was asked to establish ISKCON in San Francisco, where hundreds of more students began regularly attending his classes and kirtans.
    In the following 11 years, Bhaktivedanta (again honored with a new title – Srila Prabhupada) circled the globe 14 times, bringing Krishna Bhakti to tens of thousands of people on six continents. With their help, he established centers and projects throughout the world including temples, ashrams, farm communities, schools, universities, and what would become the world’s largest vegetarian food relief program.
    During this time, Srila Prabhupada continued his translation work and authored an unprecedented number of books, over 70 titles, subsequently translated into 76 languages. His most prominent works include: Bhagavad-gita As It Is, the 30-volume Srimad-bhagavatam, and the 17-volume Sri Caitanya-caritamrita.
    In 1977, at the age of 81, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada passed away in Vrindavan, surrounded by his loving disciples who continue to preserve his legacy. Although the teachings of Krishna Bhakti had rarely ventured beyond India’s borders, by the extraordinary devotion and determination of Srila Prabhupada, tens of millions of people around the globe now benefit from the timeless practice of Krishna Bhakti.

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Sulla scelta delle compagnie

 L’essere umano ha bisogno di compagnia per meglio provvedere ai propri bisogni ma anche per riuscire a superare i propri limiti ed acquisire la virtù.
In sanscrito il termine sanga indica genericamente lo stare con qualcuno (lett. andare assieme) o a contatto con qualcosa, mentre ciò che precede questo sostantivo indica la qualità, le caratteristiche della compagnia. Se parliamo, ad esempio, di sadhu-sanga o sat-sanga, indichiamo una compagnia di ottima qualità: si tratta di persone che stanno assieme motivate da un anelito per sat, per la realtà, per ciò che è; persone che si dedicano alla ricerca della verità, per il loro bene e per il bene di tutti coloro che tendono verso lo scopo più alto e meritevole che si possa perseguire nella forma umana.

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L'Ordine propedeutico all'Amore

Domani si celebra la ricorrenza dell'apparizione di Shri Nrsimhadeva. Assieme a Rama, Shri Nrsimha è Purna Avatara, dotato di tutte le opulenze divine. È il Signore di misericordia descritto nei Purana ed uno degli Avatara che troviamo nei più antichi testi che l’umanità conosca: il Rigveda.
Le antiche narrazioni di questa speciale manifestazione del Signore sono apaurusheya, ovvero rivelazione divina, ed è in questa chiave che dovremmo accoglierle nel nostro cuore.
Che la mente e i suoi condizionamenti non ostacolino l'interiorizzazione di questi insegnamenti spirituali che trascendono la logica umana e ci pongono in contatto con il nostro sé autentico e con la grandezza inconcepibile dell'Amore divino.

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L'ispirazione in versi

Care devote e cari devoti,

Omaggi. Glorie a Shrila Gurudeva e Shrila Prabhupada!

Desidero offrirvi dei versi da me composti, che rappresentano due aspetti della filosofia Gaudiya Vaishnava, così come esposti da Shri Caitanya Mahaprabhu e trasmessici dalla successione di discepoli e Maestri fino ai giorni nostri; essi sono l'Achintya Bheda Abheda tattva secondo cui il jiva ed il Signore Supremo sono qualitativamente identici, ma differenti quantitativamente - o come a me piace dire: un infinito ed un infinito maggiore - e ciò è rappresentato nel primo scritto dal titolo "Fiore di primavera", che illustra anche la connessione delle anime con Bhagavan Shri Krishna. 

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Affinché il mio progresso non incontri ostacoli

In attesa del seminario che inizieremo a breve sulle Upanishad (a Marina di Pietrasanta, dal 14 al 17 aprile), ho piacere di condividere con voi questa bellissima strofe tratta dalla Shri Ishopanishad, nell'edizione tradotta e commentata da Shrila Prabhupada.

"O mio Signore, potente come il fuoco, mi prosterno ai Tuoi piedi di loto e Ti offro il mio rispettoso omaggio.  Signore, Tu che conosci le mie azioni passate, guidami, Ti prego, sul sentiero che conduce a Te e liberami dalle conseguenze delle mie azioni, affinché il mio progresso non incontri ostacoli."

[Mantra 18, Shri Ishopanishad]

 

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Le qualità meravigliose di Shri Ramacandra

Oggi ricordiamo le qualità di Shri Ramacandra, manifestazione divina che personifica suprema virtù, rettitudine, aderenza perfetta al Dharma, l’ordine etico universale.
Shri Rama è monarca ideale, ed anche guru, figlio, fratello, marito, amico impeccabile, fonte di gioia, ispirazione e salvezza per tutti.
La sua vita e imprese sono narrate nel “Ramayana”, monumentale epica della tradizione indovedica che potremmo definire "enciclopedia del retto comportamento", che aiuta a superare in maniera evolutiva le crisi che la vita incarnata a tutti riserva.

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Come reagire quando gli altri ci fanno del male?

Nel corso del tempo, più volte, mi è stato posto il seguente quesito:

“Come posso riuscire a non avere reazioni aggressive verso persone che si comportano male nei miei confronti?"

Pensando possa essere utile a più persone, condivido qui la mia risposta.

Ci sono alcuni esercizi che possono aiutarci in particolar modo a sviluppare pazienza, umiltà e tolleranza e a ridurre ogni tendenza reattiva aggressiva.
Uno di questi può essere così sintetizzato: agisci come se tu fossi al posto dell'altro, determinato ad offrire sempre al tuo prossimo (=te stesso) il miglior modello di comportamento possibile, per dargli l'opportunità di risollevarsi e crescere attraverso il tuo esempio. Tutti sbagliamo e tutti abbiamo bisogno della compassione e misericordia altrui per correggerci e migliorarci. 

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Le Nozze Mistiche tra Terra e Cielo

Nel dodicesimo capitolo della Bhagavad-gita, Shri Krishna offre varie possibilità e strumenti di evoluzione, adatti ai vari livelli di coscienza, fino a spiegare chi sono le persone a Lui infinitamente care (shloka 13-20).

“Colui che, colmo di fede, s'impegna completamente in questa imperitura via del servizio di devozione, facendo di Me il fine ultimo, Mi è infinitamente caro”.

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Alla ricerca di ispirazione

Shrila Prabhupada ha spiegato più volte che per evolvere occorre ricercare la compagnia di altri spiritualisti, seri, impegnati, autentici.
Sadhu-sanga, la compagnia di chi vive in “sat”, la Realtà, è infatti indispensabile per ristabilire, mantenere e rafforzare sempre più il proprio equilibrio psicologico e la propria salute spirituale.
Tale compagnia rappresenta la prima medicina da assumere nella cura contro avidya, la non consapevolezza di sé, poiché costituisce quell’imput iniziale che riesce a mettere in moto tutto il resto: la riflessione su noi stessi e sul senso dell’esistenza, la messa in discussione delle proprie convinzioni ed abitudini, il desiderio di crescere, di migliorarsi, la fiducia di poterci riuscire, la volontà di impegnarsi in tutte quelle pratiche che rigenerano la coscienza e ampliano la visione di noi stessi e del mondo.

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