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Transustanziazione della materia

"Gli shastra vaishnava affermano che la qualità della fede religiosa, in un dinamico equilibrio con la purezza di cuore e di mente, "trasforma" gli oggetti in qualcosa di diverso da quel che sembrano nell'esperienza profana; e questi oggetti, attraverso un processo "simbolico", assumendo il ruolo di simboli sacri trascendono i loro limiti materiali (marmo, legno, stoffa, metallo, suono, pensiero ed altro), cessando di essere frammenti isolati, grossolano o sottili, a seconda che siano costituiti di elementi fisici o psichici, per integrarsi in un sistema o, meglio ancora, per rappresentare la sfera del sacro e rivelarne la dimensione."


Comportati come se...

Shrila PRabhupada - Matsyavatara Prabhu official blogSe la vostra generosità, la vostra sensibilità, la vostra solidarietà e bontà devono essere in buona parte ancora sviluppate, provate ad agire “come se”.

Una volta, in India, il mio Guru – Bhaktivedanta Swami Shrila Prabhupada – aveva appena finito di tenere una lezione. 

Un discepolo alzò la mano con aria disperata e disse: 

“Guru Maharaja, da tutta la tua lezione ho capito che se uno non è umile non può capire niente”. 

“Hai capito benissimo”, fu la risposta. 

Ma lui continuò: “Io non sono umile, onestamente non posso imbrogliare me stesso e considerarmi tale, per cui sono tagliato fuori.” 

“Niente affatto” – rispose Shrila Prabhupada – “Comportati come se tu lo fossi”. 

Lo studente, non convinto, riprese: “Ma se io non sono umile, non è un imbroglio che mi comporti da umile?”. 

Shrila Prabhupada rispose: “No. Comportandoti da umile lo diventerai, devi solo farlo onestamente”. 

Ecco spiegato, attraverso la voce degli shastra (antiche scritture sacre) e dei sadhu (saggi), il principio: “Comportati come se”.

Matsyavatara das 


Hari Nama Japa - Novembre 2014

La meditazione non è cosa scontata a questo mondo; senza la meditazione non si interrompe il pensiero automatico e gli anartha (gli ostacoli all’elevazione della coscienza) lo rafforzano. Quando recitate i Santi Nomi non sonnecchiate, non lasciate girare la mente a ruota libera, perché se non la mantenete fissa su Hari Nama Japa non state meditando e non troverete risoluzione ai vostri problemi. Il pensiero ordinario è automatico, generato dagli anartha, dai samskara (semi causali dell’azione) e dalle vritti (onde psichiche). E’ come una ruota che gira a vuoto nel fango, quando senza presa. Il pensiero automatico non favorisce la soluzione dei problemi, ma li genera. 

Per modificarlo, occorre un modello di pensiero superiore. 

La meditazione non è qualcosa di scontato, non basta infilare la mano in un sacchetto e ripetere un mantra. La meditazione é un’attività dinamica e richiede una forza straordinaria per afferrare i contenuti mentali e farli ruotare intorno a “nama” (nomi). 

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Affidarsi a Dio

Con questa riflessione inizio la giornata di oggi e con voi la condivido.

Da un momento all'altro la vita incarnata può trasformarsi in un incubo. Anche da questa consapevolezza può scaturire l'urgenza di liberarsi.

Secondo la Bhagavad-gita (XVIII.66), la via più rapida, sicura e sublime per farlo è affidarsi a Dio.

Matsyavatar das, 3 agosto 2014, h. 6.10


La vetta suprema

L'invidia, la gelosia, la lussuria, la collera, l'avidità, la sete di potere sono tutte corde che tirano nel baratro. La misericordia, la compassione, l'umiltà, la pazienza, il perdono, sono invece le corde che ci aiutano a fare la scalata in vetta. Queste qualità spirituali sono le più elevate da sviluppare; dovrebbero diventare la nostra natura, penetrare in ogni parte del nostro essere, per poterci gradualmente trasferire dal piano di tamas a rajas e da rajas alla pura virtù, shuddha sattva; solo allora non correremo più il rischio di cadere nell'abisso e il nostro sarà un progressivo viaggio evolutivo verso le supreme vette della Bhakti. La pratica della Bhakti è il più potente strumento di evoluzione che permette di sviluppare tutte le virtù descritte e, nella sua massima espressione, essa è la vetta spirituale più alta da raggiungere. Matsyavatara dasa - Marco Ferrini


Razionale e Sovrarazionale

Citazione di Shriman Matsyavatara Prabhu

C’è distinzione tra dolore e sofferenza, così come tra piacere e gioia. Dolore e piacere sono strettamente collegati al corpo, mentre gioia e sofferenza alla psiche. Quando predomina sattva ci si eleva alla gioia, sotto l’influsso di rajas ci si inebria e ci si illude con l'eccitazione, sotto l'influsso di tamas si scivola nello stordimento che produce paralisi. Dovremmo imparare ad essere sensibili ai miglioramenti nel comportamento nostro e altrui, così come ai peggioramenti. Dal comportamento possiamo infatti riconoscere il livello di coscienza.

Matsyavatara dasa – Marco Ferrini


L'abbandono fidente

 

"Per raggiungere un equilibrio stabile, occorre l’abbandono a Dio. Non abbandonarsi a Dio equivale a volersi sostituire a Dio. Finché domina l’ego, l’abbandono fidente non è possibile. Non dobbiamo reprimere l’ego, ma porlo al servizio di un ordine superiore. Abbandonarsi è la pratica più complessa e richiede il più grande coraggio, la forza dell’Amore. Per questo la pratica della Bhakti è così essenziale; come diceva Shrila Prabupada, è la pratica che conduce alla perfezione".

Matsyavatara dasa – Marco Ferrini


In spirito d'offerta

Citazione di Shriman Matsyavatara Prabhu

“Tutti i bivi conducono a due mete: noi possiamo scegliere se agire egoisticamente o in spirito d’offerta. Raga e Dvesha, attrazione e repulsione, creano la nostra condizione di schiavitù. E’ necessaria un'attitudine distaccata per sciogliere i vincoli da tale dipendenza, e questo distacco emotivo (vairagya) non può che derivare dallo spirito d’offerta. L’azione che libera è compiuta senza attaccamento, né repulsione; con la perfetta esecuzione dell’azione ci svincoliamo dai condizionamenti, soprattutto quando offriamo i nostri devoti sentimenti a Dio”.

Shriman Matsyavatara Prabhu – Marco Ferrini


Mezzo e fine

Citazione di Shriman Matsyavatara Prabhu

"Lo scopo della vita umana è conoscersi, capire chi siamo e quali siano le nostra caratteristiche divine, in quanto parziali espansioni di Dio. Quando è la mente a dominare la personalità, essa semina illusione e l’essere umano è posto di fronte a scelte sulle quali modellare la propria vita. Possiamo correggerla e migliorarla, evolvere oppure involvere, se non diveniamo capaci di riconoscere le dinamiche distruttive da quelle costruttive. Conoscere la mente non è il fine, ma un mezzo per sviluppare la scienza del discernimento per conseguire la totale consapevolezza della propria identità spirituale e la migliore versione di noi stessi, ben oltre le maschere del mutevole carattere".

Shriman Matsyavatara Prabhu – Marco Ferrini


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