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Lo splendore della Isha Upanishad

Tra qualche giorno, in occasione del nostro seminario estivo, proseguiremo lo studio della Shri Isha Upanishad.
Ho scelto di cominciare il ciclo di seminari sulle Upanishad proprio con questa grande opera della Rivelazione Vedica, pensando al ruolo determinante che Shrila Prabhupada ha conferito a questo testo nella sua opera di divulgazione della Coscienza di Krishna. 

All’inizio degli anni sessanta, prima ancora di aver formalmente fondato la ISKCON, Shrila Prabhupada aveva infatti pubblicato a puntate il suo manoscritto della Shri Ishopanisad sulla rivista "Back to Godhead", e la Isha Upanishad fu uno dei primi libri che volle pubblicare dopo esser venuto in Occidente. 
Come introduzione a questa opera volle utilizzare una sua storica lezione del 1969 dal titolo "Cosa sono i Veda?”, che aveva tenuto alla Conway Hall a Londra.   Qui Shrila Prabhupada aveva spiegato l’importanza della Shruti, il sapere rivelato che paragona ad una madre.
“Se un bambino vuole sapere chi è suo padre, deve rivolgersi a sua madre. […] Analogamente, per conoscere ciò che è al di là della nostra comprensione e facoltà di percezione, dobbiamo rifarci ai Veda” (Introduzione alla Isha Upanishad tradotta da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Shrila Prabhupada, pag.3).
Attraverso la madre possiamo conoscere chi è nostro padre, così attraverso la conoscenza vedica possiamo conoscere chi è il Brahman, lo Spirito universale, il Padre originario, il Signore dei mondi e di tutte le creature, Param Purusha o Parameshvara.
Isha o Ishvara significa appunto “Signore”, e la Shri Isha Upanishad racchiude gli insegnamenti per realizzare la meravigliosa forma di Dio che colma il cuore di dolcezza e Amore.  
La Shri Isha Upanisad rappresenta il quarto ed ultimo capitolo dello Shukla Yajur Veda ed è composta di 18 mantra in lingua sanscrita.  Gradualmente il vate di questa Upanishad ci svela la grandezza della relazione personale con il Signore, nel sentimento della Bhakti o amor devoto.  
Il Mantra quindici afferma infatti: 
“O mio Signore, sostegno della vita, il Tuo fulgore mi abbaglia e nasconde il Tuo vero volto. Togli, Ti prego, questo velo e rivelaTi al Tuo devoto [letter.:“a colui che segue puramente il Dharma”].
La luce abbagliante è il fulgore della natura impersonale del Divino, oltre al quale occorre andare per scoprire il volto meraviglioso del Signore, la Sua natura più intima e personale, che si rivela a chi Lo ricerca in puro sentimento d’Amore.


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