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Appunti sugli Yogi dell'Amore Divino

Care devote e devoti, omaggi lodi e glorie a Shrila Prabhupada e a Shri Shri Radha Govinda Deva. Prego il Signore che stiate bene.
Con gioia, condivido con voi questi insegnamenti che ho tratto da uno studio comparato che sto facendo tra i Padri del deserto (i primi devoti cristiani che per scelta vivevano nel deserto tra il IV e il V secolo d.C.), veri e propri yogi, e i grandi devoti di Krishna e Maestri della tradizione Vaishnava, come Bhaktivinoda Thakur, di cui potete leggere qui di seguito alcuni brani tratti da “Sharanagati”e dall'inno sacro “Gurudeva”.

Abba Teona disse: “Voglio colmare il mio spirito con Dio".
Bhaktivinoda Thakur: “Signore! Ascolta, ti prego, la mia storia di mestizia. Ho bevuto il veleno mortale della mondanità, credendo fosse nettare e ora cala la luce sull’orizzonte della mia vita.
Ora ti prego, ascoltami, Signore! Sono ridotto allo stremo. Senza la Tua misericordia, tutto è perduto. Ti prego, concedimi rifugio ai Tuoi piedi di loto.
Tu sei il mio unico protettore e mantenitore. Non c’è speranza per me se non i Tuoi piedi di loto”.
Abba Giovanni disse: "Io sono seduto nella mia cella e guardo in faccia ai cattivi pensieri venirmi contro, e quando non so più farvi fronte, mi rifugio in Dio con la preghiera, e sono salvo dal nemico".
Bhaktivinoda Thakur: “Non trovo la forza per risollevarmi e trascorro le ore a lamentarmi amaramente. Tu sei chiamato Signore degli umili e dei modesti! L’unica mia speranza è prendere rifugio ai Tuoi piedi di loto.
Mai vi fu anima tanto affranta. Ti prego, sii misericordioso, concedimi la compagnia dei Tuoi devoti; se gusto il piacere dell’ascolto delle Tue glorie, abbandonerò ogni male.
Mi riscalda il cuore una speranza: trascorrere giorno e notte a cantare il Tuo santo Nome, vivendo nella Tua divina dimora. Bhaktivinoda, Tuo servitore, Ti implora di concedergli un posto all’ombra suprema e rinvigorente dei Tuoi piedi di loto.
Signore, ho finalmente compreso che dai Tuoi piedi in eterno fluisce il dolce nettare che sbaraglia dolore e paura.
Sereno, ho abbandonato me stesso e i miei possessi ai Tuoi piedi di loto, prendendo rifugio in Te.
Signore, Tu certamente mi proteggerai. Non esistono altri protettori in questo mondo dominato dalla nascita e dalla morte”.
Abba Poemen diceva che Abba Giovanni Colobos aveva pregato Dio di togliergli le passioni e di essere libero da ogni pensiero. Ed egli andò a dire ad un vegliardo: "Mi vedo nella pace, non avendo alcuna battaglia da combattere".
E il vegliardo gli rispose: "Va', supplica Dio di aver di nuovo da lottare, con l'afflizione e l'umiltà che avevi prima; poiché è con il combattimento che l'anima avanza".
Quindi supplicò Dio e, quando venne la lotta, non pregò più perché gli fosse tolta ma disse: "Signore, dammi la resistenza per non soccombere".
Bhaktivinoda Thakur: “O Maestro, con una goccia della Tua misericordia rendi questo Tuo servitore più umile di un filo d'erba. Dammi la forza per sopportare tutte le prove e le tribolazioni e liberami dal desiderio di onore personale”.
“Signore, Ti renderò servizio, nella Tua casa, e mai cercherò di godere dei frutti di quel servizio. Anzi, combatterò perché ogni piacere sia Tuo.
Ogni ostacolo incontrato nel Tuo servizio è causa di grande gioia, perché servendo Te con devozione, gioia e dolore sono Tue grazie. Senza distinzioni, entrambe, annientano la miseria dell'ignoranza.


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