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Perdonare fa bene alla salute - Il perdono come terapia di vita

L’ipertensione, patologia vascolare caratterizzata da un elevata pressione sanguigna, è un problema molto diffuso e purtroppo spesso sottovalutato. La pressione arteriosa è la pressione del sangue esercitata dal cuore sulla parete delle arterie durante le fasi di contrazione (sistole) e di rilassamento (diastole). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità una pressione diastolica superiore a 90 mmHg e una pressione sistolica superiore a 140 mmHg sono considerati indicativi di uno stato ipertensivo. Pressioni elevate comportano un flusso ematico eccedente rispetto all’effettivo bisogno metabolico, e può causare danni ai vasi sanguigni e agli organi; inoltre è considerato un importante fattore di rischio per l’aterosclerosi, che è la causa principale dell’infarto miocardico acuto. Nel 95% dei casi l’ipertensione è idiopatica ovvero non è possibile capirne la causa scatenante. In generale, tuttavia,  possono essere noti molti fattori predisponenti, che solitamente sono di origine genetica, ambientale, legati alla dieta e allo stile di vita dell’individuo. Spesso e giustamente, in quanto causa scatenante più diffusa, si sente parlare del fumo come l'origine della pressione alta, in realtà non tutti sanno che anche particolari stati emotivi possono fortemente influenzare questo parametro fisiologico. Diversi studi hanno dimostrato come sentimenti quali rabbia, odio, rancore e risentimento hanno la capacità di alzare i livelli pressori, per questo motivo è molto importante diventare esperti nell’allontanare da noi questi stati psicologici, che oltre a essere l'origine di problemi di relazione, causano a lungo tempo anche veri e propri problemi di salute fisica.

A questo proposito si è da poco concluso il corso serale di Marco Ferrini (Shriman Matsyavatara Prabhu) tenuto nell’aula magna  del Centro Studi Bhaktivedanta, avente  titolo contenitore “Come perdonare davvero”. In tre serate sono stati affrontati diversi tipi di tradimento, non solo quello all’interno di un rapporto di coppia, ma anche quello che può manifestarsi nell'ambito del rapporto con un genitore, con un amico, con un datore di lavoro, o addirittura con una persona che non c’è più. Nel corso dell'esposizione e del dibattito emerso con i partecipanti, sono sorte tante utili riflessioni su come riuscire a dominare quelle emozioni  negative sopracitate, che spesso in seguito ad un torto, ad un'offesa o ad uno sgarbo ricevuti invadono il campo psichico causando malessere e sofferenza. Il Perdono è lo strumento che ci permette di non essere travolti da queste emozioni negative che tolgono energie e riducono così le nostre potenzialità. Perdonare è un atto impegnativo ma con la pratica può essere sviluppato adeguatamente. 
Perdonare significa diventare capaci di provare compassione, Karuna, per gli errori degli altri, non implica accettare lo sbaglio diventando così complici di colui che ha sbagliato, anzi aiuta  a riconoscere i condizionamenti che hanno portato la persona all’errore ed è utile per non caderne noi stessi vittima. Dobbiamo imparare a non dipendere dagli altri, e in questo senso una delle qualità dell’Atman, dell’anima spirituale, è Ananda, beatitudine, felicità. Tutti noi possiamo riscoprire questa felicita facendo un'autentica ricerca interiore. Gli affetti, le relazioni, possono essere utili ad incrementare la nostra gioia, ma se ne diventiamo dipendenti nel momento in cui questi verranno meno allora anche il nostro benessere se ne andrà.
In Bhagavad-Gita II.14 Shri Krishna dice ad Arjuna:

matra-sparsas tu kaunteya
sitosna-sukha-duhkha-dah
agamapayino 'nityas
tams titiksasva bharata


“O figlio di Kunti, la comparsa non permanente della gioia e del dolore, e la loro scomparsa nel corso de tempo, sono simili all'alternarsi dell'inverno e dell'estate. Gioia e dolore sono dovuti alla percezione dei sensi, o discendente di Bharata, e si deve imparare a tollerarli senza esserne disturbati”.
Un'emozione può essere controllata solo attraverso un'altra emozione, ecco perché per perdonare è importante valorizzare tutto ciò che abbiamo ricevuto e dimenticare l’offesa, richiamare tutti quei ricordi positivi costruttivi evolutivi che ci aiutano a tollerare le situazioni che si creano attorno a noi senza esserne disturbati.
Scegliere di perdonare significa scegliere di liberarsi dalla rabbia, dall’odio, dal rancore, ritrovando così la salute psichica e fisica.

Madhavananda dasa.

Riferimenti tratti da: Bhagavad-Gita, lezioni del corso “Come perdonare davvero”, analisi Psicologia delle 26 Qualità, Le basi patologiche delle malattie Kumar-Abbas-Fausto, Ministero Italiano della salute OMS.


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