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I principi fondamentali della Bhakti

Quali sono i principi fondamentali per accrescere la volontà e garantire una rapida evoluzione sulla via della Bhakti?  
Shrila Rupa Gosvami (1489-1564), uno dei principali discepoli di Shri Caitanya Mahaprabhu, li spiega nel libro 'Upadeshamrita. Li offro alla vostra attenzione  così sintetizzati:

1) Agire con entusiasmo (utsava)
2) Agire con fiducia/fede

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Bhima Nirjala Ekadashi

Le Ekadashi ricorrono due volte al mese,  nell'undicesimo giorno di luna calante e nell'undicesimo giorno di luna crescente. Osservare le Ekadashi astenendosi da  cereali e legumi e dedicandosi in modo particolare alla preghiera e ad altre fondamentali pratiche spirituali come lo studio delle Scritture, costituisce un importante rito di purificazione.
Oggi ricorre Bhima Nirjala Ekadashi ed è per ciascuno di noi una grande occasione di elevazione spirituale.

Nirjala Ekadashi
Un giorno Bhimasena, fratello minore di Maharaja Yudhisthira, chiese al grande saggio Shrila Vyasadeva, nonno dei Pandava, se fosse possibile tornare nel mondo spirituale senza avere osservato tutte le regole del digiuno di Ekadashi.

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Tecnologia del santo Nome e i rapporti tra i vari livelli di psiche e coscienza

Per millenni i saggi indiani hanno portato avanti studi profondi e vasti sui rapporti intrapsichici dell’essere umano, conseguendo una conoscenza e una specificità di linguaggio così alte, da permettere loro di sperimentare con successo livelli straordinari di coscienza e di descriverli compiutamente. Negli Yogasutra di Patanjali, antico trattato di psicologia del profondo e di realtà metafisica, viene descritto un tipo di meditazione denominato sabija samadhi (samadhi con seme o tema). Esso comporta la visualizzazione e la presa di coscienza di un livello superiore di realtà ottenuto mediante la meditazione su di un mantra.

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Sulla scelta delle compagnie

 L’essere umano ha bisogno di compagnia per meglio provvedere ai propri bisogni ma anche per riuscire a superare i propri limiti ed acquisire la virtù.
In sanscrito il termine sanga indica genericamente lo stare con qualcuno (lett. andare assieme) o a contatto con qualcosa, mentre ciò che precede questo sostantivo indica la qualità, le caratteristiche della compagnia. Se parliamo, ad esempio, di sadhu-sanga o sat-sanga, indichiamo una compagnia di ottima qualità: si tratta di persone che stanno assieme motivate da un anelito per sat, per la realtà, per ciò che è; persone che si dedicano alla ricerca della verità, per il loro bene e per il bene di tutti coloro che tendono verso lo scopo più alto e meritevole che si possa perseguire nella forma umana.

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L'Ordine propedeutico all'Amore

Domani si celebra la ricorrenza dell'apparizione di Shri Nrsimhadeva. Assieme a Rama, Shri Nrsimha è Purna Avatara, dotato di tutte le opulenze divine. È il Signore di misericordia descritto nei Purana ed uno degli Avatara che troviamo nei più antichi testi che l’umanità conosca: il Rigveda.
Le antiche narrazioni di questa speciale manifestazione del Signore sono apaurusheya, ovvero rivelazione divina, ed è in questa chiave che dovremmo accoglierle nel nostro cuore.
Che la mente e i suoi condizionamenti non ostacolino l'interiorizzazione di questi insegnamenti spirituali che trascendono la logica umana e ci pongono in contatto con il nostro sé autentico e con la grandezza inconcepibile dell'Amore divino.

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L'ispirazione in versi

Care devote e cari devoti,

Omaggi. Glorie a Shrila Gurudeva e Shrila Prabhupada!

Desidero offrirvi dei versi da me composti, che rappresentano due aspetti della filosofia Gaudiya Vaishnava, così come esposti da Shri Caitanya Mahaprabhu e trasmessici dalla successione di discepoli e Maestri fino ai giorni nostri; essi sono l'Achintya Bheda Abheda tattva secondo cui il jiva ed il Signore Supremo sono qualitativamente identici, ma differenti quantitativamente - o come a me piace dire: un infinito ed un infinito maggiore - e ciò è rappresentato nel primo scritto dal titolo "Fiore di primavera", che illustra anche la connessione delle anime con Bhagavan Shri Krishna. 

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His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

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A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society...
Matsyavatara Prabhu

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Shriman Matsyavatara dasa: 36 anni fa, oggi, per la prima volta incontravo e parlavo con Shrila Prabhupada. Iniziava...
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    A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society for Krishna Consciousness (ISKCON) and the world’s foremost teacher of Krishna Bhakti in the 20th century.

    Born in India as Abhay Charan De, Abhay received a classical European education from Calcutta’s prestigious Scottish Church College. However, as a political activist and early follower of Gandhi’s civil disobedience movement, he rejected his diploma in protest of British rule in India. Several years later, after a life-changing encounter with Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakur, a prominent scholar and spiritual teacher who explained that the practice of Krishna Bhakti is too important to wait for political reform, Abhay redirected his attention from politics towards the cultivation of spiritual life and community.

    Bhaktisiddhanta represented the ancient tradition of Krishna Bhakti, the yoga of devotion, based on the teachings of the Bhagavad-gita. Upon their first meeting, Bhaktisiddhanta asked Abhay to bring the teachings of Bhagavad-gita and the practice of Krishna Bhakti to the West. Inspired by the depth of Bhaktisiddhanta’s devotional wisdom, Abhay became his lifelong student.

    After four decades of learning and practice, while simultaneously running his own business and supporting his family, Abhay took formal vows of sannyasa, or celibate priesthood. In preparation of his journey to the West, Abhay settled in the holy city of Vrindavan, India and began translating the Sanskrit verses of the Bhagavad-gita and the Srimad-bhagavatam into English and writing elaborate commentaries explaining each verse. During this time, Abhay was given the title Bhaktivedanta in recognition of his advanced scholarship and spiritual realization.

    In 1965, at the age of 69, Bhaktivedanta departed from India with unremitting determination to fulfill his teacher’s request. After a month-long voyage, having suffered two heart attacks while aboard an Indian cargo ship, Bhaktivedanta arrived at a lonely Brooklyn pier with seven dollars in Indian rupees and a trunk of ancient Sanskrit scriptures translated into English.

    Although faced with many hardships, Bhaktivedanta began giving Bhagavad-gita classes in Bowery lofts and leading kirtan (devotional chanting) in Tompkins Square Park. His sincerity attracted the attention of young seekers, eager to learn more about meditation and Eastern spirituality. With their help, Bhaktivedanta rented a small storefront in New York’s Lower East Side and continued giving daily classes and leading kirtan.

    Inspired by the support of his young American students, Bhaktivedanta established ISKCON (International Society for Krishna Consciousness) with the hope that his students’ enthusiasm would continue to grow. The following year, Bhaktivedanta was asked to establish ISKCON in San Francisco, where hundreds of more students began regularly attending his classes and kirtans.

    In the following 11 years, Bhaktivedanta (again honored with a new title – Srila Prabhupada) circled the globe 14 times, bringing Krishna Bhakti to tens of thousands of people on six continents. With their help, he established centers and projects throughout the world including temples, ashrams, farm communities, schools, universities, and what would become the world’s largest vegetarian food relief program.

    During this time, Srila Prabhupada continued his translation work and authored an unprecedented number of books, over 70 titles, subsequently translated into 76 languages. His most prominent works include: Bhagavad-gita As It Is, the 30-volume Srimad-bhagavatam, and the 17-volume Sri Caitanya-caritamrita.

    In 1977, at the age of 81, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada passed away in Vrindavan, surrounded by his loving disciples who continue to preserve his legacy. Although the teachings of Krishna Bhakti had rarely ventured beyond India’s borders, by the extraordinary devotion and determination of Srila Prabhupada, tens of millions of people around the globe now benefit from the timeless practice of Krishna Bhakti.

    Vedi

  • Matsyavatara Prabhu

    Shriman Matsyavatara dasa:

    36 anni fa, oggi, per la prima volta incontravo e parlavo con Shrila Prabhupada. Iniziava così quella che sarebbe stata la relazione spirituale cardine della mia vita, il fondamento di tutto quello che poi è stato. Razionalmente non sapevo cosa in seguito sarebbe avvenuto, ma sapevo quello che per me allora era sufficiente sapere.

    Capivo che mi aspettava un immenso lavoro interiore da fare e che al centro di tutto questo lavoro c'era la cura di quella relazione: la relazione spirituale con Guru e Krishna. Avevo letto, avevo visto e conoscevo molti episodi ed esempi di relazione Guru-discepolo, ne avevo compreso l'importanza fondamentale nella tradizione e anch'io ero alla ricerca da tempo di quel tipo di relazione, ma mai prima di allora avevo sentito quel che invece in quel momento sentivo, intuivo, percepivo chiaramente nel cuore.

    Sentivo che era arrivato il mio momento, sentivo che ero giunto di fronte al mio Guru.

    Ora finalmente, dopo tanto tempo e ricerca, lo avevo identificato in una Persona particolare che aveva una certa visione del mondo e della vita e del rapporto con Dio, e anche una sua peculiare tonalità di voce, una certa fisionomia, uno sguardo e un sorriso unici e inconfondibili.

    Era il Guru che mi era stato inviato. Non mi era stato raccomandato o fornito da un'istituzione o da un ente impersonale. Era arrivato in base al mio guna e karma e soprattutto per la infinita misericordia del Signore che io sentivo più forte e presente di qualsiasi altra realtà.

    Quella – come intuivo chiaramente - era la mia prova, e lo scrissi anche sul mio taccuino di viaggio di quell'agosto '76. Era la grande prova della mia vita, in cui avrei dovuto dimostrare la solidità e la profondità del mio desiderio di abbandono a Dio e di realizzazione spirituale, avrei dovuto costruire, misurare e sviluppare la mia capacità di tenuta, la mia premura nel costruire la relazione con il mio Guru e con Krishna e nel mantenerla pura, non contaminandola con nient'altro al mondo.

    Era il terzo viaggio che facevo in India; avevo conosciuto guru, yogi, maestri di ogni tipo, innumerevoli incontri ed esperienze sulla strada della mia ricerca. In quel momento però per la prima volta sentivo che la mia ricerca del Guru avrebbe dovuto fermarsi lì, lì di fronte a Shrila Prabhupada.

    La mia ricerca spirituale sarebbe continuata ma da allora innanzi con un punto fisso irremovibile, con quella relazione spirituale al centro: la relazione con il mio Guru e con Krishna come fondamento.

    Capivo e sentivo con certezza che dovevo affidarmi a Shrila Prabhupada; dopo aver incontrato così tanti Guru, ai quali peraltro avevo mostrato con inchini e rispettosi saluti il mio apprezzamento, per la prima volta nella mia vita sentivo il desiderio di offrire omaggi nella forma di dandavat, e questo accadde solo quando arrivai al cospetto di Shrila Prabhupada, in quel 30 agosto del 1976. Mai era successo prima, e sapevo anche che mai avrebbe potuto succedere in futuro se non avessi colto quell'occasione.

    Quella era la mia occasione, era la grande opportunità della mia vita.

    Matsyavatara dasa (Marco Ferrini)
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