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Seminario di Shrila Gurudeva "Viaggio verso la Felicità", Ozzano Emilia 27-28 novembre 2010

Cari devoti, vi prego di accettare i miei omaggi, glorie a Shrila Gurudeva e a Shrila Prabhupada! Siamo ad Ozzano Emilia (Bologna) con Shrila Gurudeva che sta tenendo un bellissimo seminario sul tema: “Viaggio verso la Felicità”. Nell'articolo precedente potete vedere un breve video che ho fatto e che vi farà assaporare un po' il gusto di questa esperienza.

Ecco alcuni insegnamenti che Shrila Gurudeva ci ha donato in questo Seminario.
“Il piacere sensoriale non può colmare quel vuoto che solo la felicità dell’anima può riempire. Il piacere sensoriale nasce nei sensi e nella mente ed è vincolato alle dualità del fenomenico, perciò produce inevitabilmente la contrapposizione piacere-dolore, attrazione-repulsione.
Esiste però un Bene supremo che ogni essere può realizzare, dentro di sé. Un Bene che si salva dall'impermanenza di tutte le cose di questo mondo. La filosofia, ovvero la scienza dell'amore per la sapienza, insegna qual è questo Bene, come riconoscerlo, dove trovarlo. Senza la sapienza che ci fa capire che cosa sia il vero Bene e il vero Amore, l'uomo è incapace di riflettere in maniera approfondita sul proprio destino e di ben orientarlo.
Per diventare felice, l’essere umano deve perseguire la beatitudine del sé e non il mero piacere dei sensi, perché il suo destino è diverso da quello del corpo.
Chi considera il piacere sensoriale come il massimo da conseguirsi in questa vita, deve accettare limiti enormi e convivere con molte paure, con un forte senso di precarietà e di inadeguatezza che certo non può essere superato appellandosi a ciò che è temporaneo e che non riguarda l’intrinseca natura del sé.
Nella Bhagavad-gita (V.22) Krishna dice: “Il saggio si tiene lontano dalle fonti della sofferenza, determinate dal contatto dei sensi con la natura. Tali piaceri hanno un inizio e una fine, perciò il saggio non fonda su di essi la propria soddisfazione”.
Il segreto della felicità è essere distaccati rispetto ai cosiddetti piaceri mondani, non dipendendo da ciò che avviene all’esterno, al di fuori di noi. La felicità non è nelle cose, è in noi.
La gratitudine è un altro dei segreti per accedere alla felicità.
La gratitudine è una frequenza del vivere, è una modalità del cuore. E’ la volontà di restituire quel che ci è stato dato.
Non si può comprendere la vita, né si può sperimentare la trasformazione evolutiva che si può produrre con il più alto senso del sacrificio, se non nella misura in cui noi siamo grati agli altri, all'universo, a Dio.
La nostra felicità è correlata a quanto noi ci adoperiamo per stimolare e favorire la nostra e altrui evoluzione, così come l’infelicità è direttamente proporzionale alla presenza in noi di tendenze egoistiche ed egocentriche. Se non operiamo per l’evoluzione, non possiamo essere felici”.
Shrila Gurudeva prosegue con la spiegazione dei termini eros, thanatos, logos e amore, anche raccontando affascinanti storie mitiche tratte dalla tradizione orientale ed occidentale.
“L’eros non va negato o rimosso ma va incanalato verso un fine evolutivo, affinché ciascuno di noi possa ritrovare la via verso il patrimonio immortale che ogni individuo in sé possiede. Tutte le energie di cui l’uomo dispone, e l’eros è la più potente, vanno consacrate affinché diventino strumento di evoluzione e felicità.
L'amore divino è come un fuoco ardente. Chi ne prova l’ardore, prova amore per Dio e in Dio per tutte le creature. Chi invece limita il proprio amore al mondo del relativo, troverà inaccessibile la via verso la beatitudine da condividere con ogni essere”.
Shrila Gurudeva prosegue spiegando in che modo possiamo giorno dopo giorno avvicinarci alla felicità attraverso l’esercizio di sattva-guna e della bhakti, attraverso piccole ma al tempo stesso grandi conquiste quotidiane. I risultati significativi si ottengono nel tempo. Non sono lo sforzo di un giorno. Nella via evolutiva conta l'eroismo di tutte le ore e non il gesto eclatante che, seppur grande, rimane isolato e senza seguito. Dovremmo diventare stelle fisse nel firmamento della coscienza evoluta.

L’esperienza di questo Seminario è un’occasione speciale anche per rivedere cari amici, devoti e confratelli. Con loro e con il nostro Maestro abbiamo condiviso ieri, durante la condivisione del prasada, intimi momenti di sat-sanga. In questi momenti di speciale intimità, Shrila Gurudeva ci ha offerto ulteriori insegnamenti preziosi.

“Camminare sul sentiero del dharma non ci esime dall'incontrare ostacoli, difficoltà, prove, perché anche quando non siamo noi a generare i problemi, ci sono altri che li causano, continuando a produrre karma e a perpetrare atti malvagi. Ma l'importante è che non siamo stati noi a  produrre quelle malvagità e che abbiamo l’intelligenza per accogliere tutto quello che ci accade come una prova ed uno stimolo per evolvere”.

“La prakriti esercita una forza dispotica sul jiva e nell'era di Kali essa raggiunge la maggiore potenza, per cui l'apparenza diventa sempre più visibile e l’essenza sempre più velata. E’ dunque sempre più difficile in questa era difendersi dall'illusione, come d'inverno è più difficile difendersi dal freddo.
Chi nella vita ha riposto bene i propri affetti è molto favorito in questa lotta contro l’illusione, perché ha preso rifugio nella verità, in sentimenti spirituali evoluti.
L’uomo non ha zanne o artigli con cui difendersi, e in questo senso è più fragile di tanti animali, ma ha una qualità che lo rende più forte di tutti gli esseri viventi: è la sua capacità di intessere relazioni la sua forza più grande. Gli uomini possono stabilire tra loro relazioni di solidarietà e di autentico affetto, e così possono aiutarsi sulla via dell’evoluzione offrendo agli altri modelli esemplari di vita. E soprattutto possono realizzare l’Amore divino, fonte di beatitudine immortale, da condividere con ogni creatura”.

Jaya Shrila Gurudeva!
Jaya Shrila Prabhupada!

 


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