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Celebrazione della scomparsa di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Care devote e cari devoti,

Omaggi. Lodi e glorie a Shrila Gurudeva e Shrila Prabhupada!

Quest’oggi, ricorre la scomparsa di Shrila Prabhupada alla quale il nostro amato Maestro Spirituale ha dedicato una profonda e lunga riflessione stamane all’alba.

Ricordi che hanno suscitato un alternarsi di gioia e commozione, nostalgia e speranza misti al senso di gratitudine verso Colui al quale è volto questo dolce pensiero.

Attraverso la memoria di chi Lo ha incontrato di persona, possiamo rivivere la Sua presenza e sperimentare quel legame di affetto che ci stringe a Lui, riconoscendolo come nostro “Nonno Spirituale”.

Grazie alle parole del nostro Guru Maharaja, pregne di significato e cariche di emozioni, possiamo conoscerLo un po’ più da vicino, osservandone il ritratto realistico dai toni caldi, intensi e ricco di sfumature che riesce a dipingere chi l’ha profondamente amato e con lealtà costantemente servito nella sua missione.

Quel che segue è un riassunto degli appunti presi questa mattina, in occasione di tale speciale ricorrenza.

Vostra umile servitrice,

BalaRadhya dasi

 

"Oggi celebriamo la trentanovesima ricorrenza annuale della scomparsa di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Shrila Prabhupada é una di quelle grandi anime che appaiono di quando in quando nella forma di esseri umani con una missione da compiere nel mondo terreno.

Uno Shaktyavesha Avatara, un’anima pura incarnata e resa potente dalla misericordia del Signore per compiere una speciale impresa nel mondo delle condizioni dove prevale “adharma”.

Nasceva il 1° Settembre 1896 a Calcutta nel Bengala, da una famiglia modesta con sanissimi principi. Gli diedero il nome di Abhay Charan De.

La madre era molto amorevole, completamente immersa nel Dharma, una persona pia, affezionata ai suoi doveri sia di moglie e madre, che in qualità di devota sempre rispettosa dei doveri della tradizione. Il padre, anch’egli puro devoto del Signore, era persona semplice, risvegliata e illuminata.

Erano imparentati con una famiglia aristocratica importante sul piano sociale, economico e culturale. Il padre svolgeva una professione umile, proprietario di una bottega dove commerciava stoffe nell’India di fine ‘800. Celebrava arati ogni mattino e quando alla sera tornava, Shrila Prabhupada sentiva il suono tintinnante del campanellino dell’artik e, scivolando fuori dal letto, osservava il rituale celebrato dal padre. Durante la Sua infanzia crebbe accompagnato da cerimonie, preghiere e sadhu che i genitori accoglievano in casa, affinché dessero le benedizioni ai figli.

Il padre coltivò l’intenso desiderio che questo figlio imparasse a suonare la Mridangam, manifestando invece il suo dissenso all’idea che partisse verso Londra per divenire avvocato. In maniera semplice, Shrila Prabhupada lo ricordava con fierezza. La famiglia non nuotava nell’abbondanza, ma riusciva a provvedere ad ogni necessità. Da studente, Shrila Prabhupada frequentò un College in India dove i docenti britannici ridicolizzavano le divinità. Quando dovette ritirare la laurea, dopo aver aderito al movimento di Gandhi per dedicarsi a nuovi ideali di libertà, così come era divenuta una forma di protesta il rifiutare gli abbigliamenti e le stoffe inglesi, boicottando il consumo delle merci provenienti dalla Gran Bretagna, Shrila Prabhupada rifiutò di ritirare il titolo accademico. L’intento dell’Impero Britannico era evidente: educare e formare giovani indiani di buona estrazione per allontanarli dalla loro cultura d’origine e diffondere il predominio di quella inglese.

Un giorno, alcuni amici lo invitarono a recarsi a conoscere un grande Sadhu. Shrila Prabhupada si dimostrò restìo. Nella Sua vita sin da bambino aveva incontrato una moltitudine di mistici e asceti, chi più o meno autentici, ed era sazio di tali incontri. Ciò nonostante, alla fine acconsentì e da lì a poco avvenne il determinante incontro con Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami. Shrila Prabhupada ne rimase più che sorpreso. Al termine di quel primo colloquio, ne uscì disorientato. Proprio in quell’occasione, infatti, Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami gli diede il mandato di diffondere il messaggio di Shri Caitanya Mahaprabhu alla gente di lingua inglese. Shrila Prabhupada dubitava fortemente che il messaggio di un popolo colonizzato potesse avere un qualche peso.

Pensava che ciò di cui l’India aveva bisogno era di essere libera e conquistare l’indipendenza dal dominio inglese.

Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami rispose negativamente a tale affermazione, perché quel tipo di liberazione non era libertà vera. L’autentica liberazione non era dall’Impero Britannico, ma dalle influenze, dai condizionamenti della natura materiale e dei guna. La vera Libertà è far vivere alle persone l’Amore per Dio, disse. Shrila Prabhupada rimase colpito dalla forza spirituale di quelle parole.

All’epoca, Shrila Prabhupada era impiegato presso una delle prime industrie farmaceutiche in India. Era un giovane uomo che aveva messo su famiglia, con un lavoro promettente e una carriera dall’apparenza brillante. Godeva della piena fiducia del titolare, che gli aveva assegnato incarichi di responsabilità, suscitando le invidie di altri. Ma quell’incontro Lo segnò per sempre e quasi un decennio dopo prese l’iniziazione. Nel frattempo, divenne un giovane professionista sempre più esperto e avviò una farmacia in proprio. Coloro che divennero in seguiti Suoi confratelli andavano spesso a trovarLo e Lui elargiva sempre donazioni destinate ai devoti e al tempio. Era divenuto celebre come Grihastha dedicato agli studi degli Shastra; chi si recava in negozio lo trovava spesso intento a leggere la Bhavagad-gita o con il Japamala in mano, sempre pronto a Krishna Kata, ovvero a parlare di Dio.

Prese l’iniziazione nel 1933, a 37 anni. In quegli anni, poté frequentare poco i templi a causa degli impegni famigliari e professionali. Di quando in quando veniva invitato come oratore abile nella predica, riconoscendoLo come persona molto cara a Bhaktisiddhantha Sarasvati Goswami, con il quale ebbe in verità pochi, ma significativi incontri. Shrila Prabhupada tentò di cooperare con i suoi confratelli in maniera sinergica e propositiva, ma trovò difficoltà nel crearsi un ruolo all’interno dell’ambiente, finché alla scomparsa di Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami il clima si infiammò, creandosi fazioni interne e tensioni che lo misero profondamente a disagio. Così, preferì allontanarsi senza mai dimenticare l’incarico ricevuto dal Suo Maestro Spirituale.

Non era mai stato in America, ne aveva solo sentito parlare. Trascorso un anno da quando vi sbarcò, non era ancora certo che fosse il luogo idoneo per predicare.

Più volte, assalito dallo sconforto, pensò di tornare in India. Infine, la determinazione con cui aveva inizialmente deciso di mettere in pratica il mandato lo fece desistere dall’arrendersi e ben presto, i primi risultati cominciarono a manifestarsi. Chi Lo incontrava rimaneva affascinato dalla Sua figura, un indiano dall’aria aristocratica, colta ed estremamente pulita. Egli attraeva a Sé. Aveva già tradotto la Baghavad-gita in lingua inglese e stava traducendo lo Shrimad Bhagavatam. Era completamente dedito alla Sua missione. La Sua storia possiamo leggerla nella Shrila Prabhupada Lilamrta, la biografia scritta da Satsvarupa Goswami che fu a lungo il primo segretario di Shrila Prabhupada. Satsvarupa Goswami era all’epoca un assistente sociale e coltivava la passione per la letteratura e nello scrivere. Egli stesso rammenta ancora quel giorno in cui, andando al lavoro, vide per la prima volta quella vetrina con l’insegna “Matchless Gift” e indicati i giorni e orari delle lezioni sulla Bhagavad-gita.

Vi entrò e da allora non smise mai di praticare quei semi che fruttificano ancora oggi.

Shrila Prabhupada lasciò il corpo il 14 Novembre 1977.

Oggi celebriamo la ricorrenza che si basa sul calendario lunare.

Shrila Gurudeva ci racconta che erano circa le 19:00 di sera quando sentì suonare il telefono di casa.

Era un Suo confratello che dalla Spagna lo avvertiva che Shrila Prabhupada aveva lasciato da poco il corpo. Ricorda ancora come avvertì il cuore stretto dalla morsa della tristezza, seppur consapevole delle precarie condizioni di salute di cui godeva. Credeva di essere pronto nel ricevere la notizia, rimase invece ammutolito con il telefono in mano.

Lo aveva visto l’ultima volta un paio di mesi prima, il respiro era misurato, affaticato. Non poteva incontrare nessuno, ma per i Suoi discepoli era sufficiente contemplarLo da lontano e bastava quel Darshana per alleviare le pene di quella prossima dipartita.

Con gli occhi inumiditi dalla commozione, Shrila Gurudeva chiede di cantare la Laude di Separazione dal Signore e dai Suoi compagni di Narottama Dasa Thakura (Saparsada Bhagavad Viraha Janita Vilapa) per commemorare Shrila Ptabhupada e tutti i devoti vaishnava scomparsi.

Ci spiega come in questa Laude siano rispecchiate le qualità di Shrila Prabhupada, seppur riferita a generazioni precedenti, perché le virtù in essa elencate Gli appartenevano. Una grande personalità, piena di compassione e misericordia, unita a fermezza nel correggere i Suoi discepoli a loro beneficio ove necessario. Mai debole o incerto con nessuno, fervente innamorato degli Shastra e del Signore Supremo, un puro devoto nella linea di Shri Caitanya Mahaprabhu dalla grande visione universale. Secondo Shrila Prabhupada, chiunque poteva servire Shri Krishna, fosse anche solo per un tempo limitato. La Bhakti era la Sua missione di vita, nella quale si prodigò senza risparmiarsi sino in ultimo.

Era aristocratico nelle movenze e in ogni cosa che svolgeva. Come parlava. Come camminava, come si rivolgeva alle persone. Anche quando rimproverava qualcuno o elargiva complimenti per un servizio compiuto, era sempre riconoscibile in Lui la modalità della Bhakti. I Suoi sorrisi erano oceanici e la Sua visione dei problemi estesa oltre alla soluzione.

E’ vivo il dispiacere della Sua assenza fisica, della Sua compagnia diretta tra noi.

“Mi romperò la testa contro una pietra ed entrerò nel fuoco” canta Narottama Dasa Thakura.

Shrila Gurudeva ci esorta, dicendo che noi non possiamo farlo, perché non sarebbe gradito a Dio, ma possiamo evitare di offendere altri devoti, possiamo valorizzare anziché criticare, invidiare o minimizzare coloro che hanno consacrato la vita nella diffusione del Santo Nome.

Non limitiamoci a cantare e suonare! Veicoliamo tutta la nostra affettività verso le persone liberate spiritualmente, sia coloro che sono dipartite che coloro che stanno dipartendo.

E’ così che dovremmo celebrare la scomparsa di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, con il cuore colmo di riconoscenza per i voti ricevuti e per il modello di vita esemplare da seguire, in tutte le sue sfumature. Il nostro sentimento di Bhakti diviene consistente quando è lealmente e saldamente collegato al Suo.

Oggi celebriamo la Sua scomparsa e la nostra presenza nel testimoniarne le virtù.

Quando un grande Acarya lascia il corpo, quando il modello, la guida spirituale viene a mancare, vi è un profondo senso di smarrimento per chi rimane. E’ la prova del fuoco per i devoti saldi nella sadhana e nel servizio devozionale, e coloro che attendono un alibi per svanire.

Da qui l’importanza di restare fedeli, leali, puri e praticare con serietà gli insegnamenti ricevuti.

Coloro che hanno abbandonato Shrila Prabhupada in vita provano ancora oggi una grande sofferenza, alleviata dal Suo ricordo, la cui dolcezza trapela nei loro racconti e da come ne parlano è manifesto quanto in realtà siano spiritualmente ancora vicini a Lui, presente in ogni loro pensiero.

“A mia volta, vi invito a pensare costantemente a Shrila Prabhupada nel compimento dei vostri servizi, portandoLo nel cuore”, continua Guru Maharaja.
Il dono più bello che possiamo offrire a Shrila Prabhupada è vederci vitali e attivi nell’attrarre nuovi devoti a Shri Krishna, così come avvenuto in questo ultimo seminario, dove in molti hanno iniziato a cantare il Santo Nome.

Con ogni devoto Shrila Prabhupada aveva una relazione diversa, ognuno con il proprio rasa. Così come ogni devoto sperimenta una rasa diverso nella relazione con Dio.
Quel che conta è che ciascuno di noi divenga la migliore versione di se stesso per interagire in quella relazione con il Divino, riconoscendo ciò che Krishna desidera da noi e per noi.

Imparando a navigare sulle increspature della prakriti, possiamo mantenere l’equilibrio e vedere i nostri anartha frantumarsi, lasciando emergere il nostro rasa in tutto il suo potenziale e conseguire la maturità spirituale.

“Amatevi, collaborate con il cuore, mostrate affetto l’un con l’altro, consapevoli che non é per tutti così spontaneo. Essere leali, compassionevoli e misericordiosi è un esercizio spirituale che tempra, plasma e trasforma sino a divenire a vostra volta un esempio di vita ispirante agli occhi di chi vi osserva”."

Siamo noi i primi a essere ispirati da queste parole sostenute dalle azioni di cui a nostra volta siamo testimoni, sperimentando un inestinguibile senso di riconoscenza per Shrila Prabhupada, grati per averci donato la Sua visione attraverso la Guida Spirituale che a Lui ci ha ricondotto: Shriman Matsyavatara Prabhu, la cui stessa vita avvalora i ricordi e le parole cariche di Amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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