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La Vera Ricchezza è la Realizzazione Spirituale

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Tratto dalla lezione che Shriman Matsyavatara Prabhu ha tenuto oggi a Villa Vrindavana, dedicata alla celebrazione sacra di Nrsimha Mahotsava

Hiranyakashipur è emblematica figura di asura, di persona ottenebrata. L'asura è uno che ha perduto il senso: si ostina a voler rimanere nell'illusione, a non fare i conti con la realtà. Chi ha perduto il senso pensa che la migliore versione di se stesso non consista nell'imparare ad amare e ad essere amati, ma nell'esercitare il potere e il dominio sugli altri. 

Hiranyakashipur aveva già ottenuto questo potere ma aveva una spina che gli trafiggeva la carne e che non gli consentiva la piena e ambita felicità: l'idea della morte comprometteva tutte le sue conquiste. Decide allora di fare lunghe e severe ascesi, e in cambio di queste di perorare da Brahma l'immortalità.
Ma Brahma, l'essere più potente dell'universo, gli risponde: “Non posso darti ciò che non ho. Io stesso devo fare i conti con la morte”.

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Onorare Kamada Ekadashi

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Cari devoti, i miei omaggi, glorie a Shriman Matsyavatara dasa Prabhu e a Shrila Prabhupada.
Oggi ricorre Kamada Ekadashi. E' un'occasione speciale per offrire una piccola ascesi al Signore, il digiuno da legumi e cereali, e per dedicare maggior tempo e impegno alle pratiche spirituali. Questa Ekadashi, come racconta la storia ad essa collegata che potete leggere qui di seguito, sradica le conseguenze negative di ogni attività adharma e distrugge ciò che è nefasto come il fuoco brucia e distrugge la legna secca. E' anche l'Ekadashi che ha lo speciale potere di soddisfare ogni desiderio spirituale. Che Shri Shri Guru e Krishna ci permettano di onorarla adeguatamente e di trarne il massimo beneficio. Che sia un altro importante passo verso il Signore. Shriman Matsyavatara dasa Prabhu, ki jaya! Shrila Prabhupada, ki jay!

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Shri Ramacandra, Divino Eroe del Dharma

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Oggi celebriamo Shri Ramacandra, un grande Avatara o manifestazione del Signore che appare sulla terra come monarca dei Raghu, una dinastia eroica di esseri divini.
Ciò che è necessario per preparare la discesa di Shri Ramacandra si realizza senza sforzo, in maniera del tutto spontanea. Come ci spiegano gli Shastra, la dimensione spirituale non è fatta di cose ma di persone, di pura energia che si attiva con la sola espressione del desiderio. In questo mondo le cose si ottengono con impegno e fatica e le risorse sono inevitabilmente soggette ad esaurimento, ma nel mondo spirituale le energie non scemano mai e non è neppure contemplato il solo concetto di sforzo.
La meravigliosa narrazione di Shrimati Sitadevi e di Shri Ramacandra ci offre modelli archetipici che ci illuminano su cosa sia dharma e adharma, il bene e il male, la realtà e l'illusione, la gloria e l'infamia. Ci insegnano che è vergognoso infatuarsi di cose vane, che attaccarsi alle cose di questo mondo è pura follia perché esse non hanno consistenza né durata.
Nel Ramayana troviamo descrizioni precise, limpide, di esattezza matematica dei caratteri degli asura, gli ottenebrati, e dei caratteri delle persone di natura divina. Non si distinguono da caratteristiche esteriori ma dalle qualità interiori che essi dimostrano, al di là delle apparenze e dei tentativi di contraffazione.

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Il messaggio dell'Amore per la nostra era

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

In occasione della festività sacra di Shri Gaura purnima che si celebra oggi, abbiamo la gioia di condividere con voi l’audio della bellissima lezione che Shriman Matsyavatara Prabhu ha tenuto questa mattina a Villa Vrindavana.

La potete ascoltare nella sezione download di questo sito, al seguente link:

Il messaggio dell'Amore per la nostra era. Gaura Purnima 2015 http://www.matsyavatara.com/downloads/item/lezione-shri-gaura-purnima-5-3-2015.html

Buon ascolto!

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

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L'Arte di Educare

Caitanya MahaprabhuOccorre un certo livello di maturità, di comprensione e realizzazione per capire l'importanza della compagnia dei devoti, ovvero il privilegio di stare con persone che lealmente e continuativamente si dedicano a kirtaniya sada Hari, ovvero che ricercano sempre il contatto con il Signore.
Non di privilegio di nascita o di casta si tratta, ma di un privilegio che è appannaggio di chi è evoluto o di chi saldamente ricerca l'evoluzione.
Chi ha sviluppato sensibilità ed alte virtù, e la vita umana è fatta apposta per acquisirle, sa che per riuscire in questa impresa una guida è indispensabile, così come la buona compagnia.
La vita ci fa esami periodici per capire quanto abbiamo sviluppato quelle qualità e virtù. Come i professionisti hanno necessità di aggiornamenti continui per continuare a far bene la loro professione, così anche gli aspiranti spiritualisti hanno necessità di un'educazione continua. Per questo la buona compagnia, una compagnia evoluta ed evolutiva, è indispensabile.

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Vrindavana: In Viaggio per incontrare Dio

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Vale la pena affrontare la distanza che divide i continenti con molte ore di volo e un lungo tragitto in auto, gravido di tutte le incognite che possono annidarsi e di cui tener conto prima di partire, a fronte di un breve soggiorno nella sacra terra di Vrindavana?
Cercavo una risposta razionale e desistevo dall’affrontare il viaggio, pur soffrendo in cuor mio alla rinuncia, che mi pareva così sensata. Quasi a venire in sostegno a quel recondito desiderio, forse per metterne alla prova l’autenticità, è giunta la soluzione che la sola mente non sarebbe stata in grado di trovare e gestire.

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Quel che dite o pensate, è utile per voi e per gli altri?

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Quel che ascoltiamo, desideriamo, pensiamo o memorizziamo, è il nostro cibo per la mente e, come ci nutriamo, così diventiamo.

Dobbiamo perciò essere molto attenti e, con grande sensibilità, fare scelte accurate.

Una volta ad Atene, a Socrate si avvicinò una persona che cominciò a parlargli male di un'altra. Socrate la interruppe e le disse: "Ti sei chiesto se a me interessa quel che stai dicendo? E se quel che mi stai dicendo è utile per me?"

Come si sceglie accuratamente il cibo per il corpo, ancor più occorre esser scrupolosi e prudenti con il cibo per la mente, e questa capacità si acquisisce soprattutto grazie all'impegno regolare nelle pratiche spirituali del mattino (brahma-muhurta).

Queste tre-quattro ore così dedicate sono di grande ricchezza: l'oro del mattino. Ci rendono infatti visibili gli errori compiuti, si chiarisce il nostro orientamento... Non crediate di perdere tempo. Sapete invece che cosa accade? Che guadagnate tempo e incrementate la qualità di quel che ogni giorno compiete, piuttosto che continuare a fare errori su errori e poi tentare di riparare, e non tutto si ripara: ci sono infatti errori irreversibili, perché magari il nostro interlocutore è più fragile di voi, non riesce a perdonare, e così seguono anni ed anni di penose sofferenze per tutti.

Ci sembra di far tanto, ma non costruiamo nulla se non lo costruiamo sulla realtà.

Matsyavatar das

Dal Seminario sul Mahabharata, Volterra, 11 agosto 2014

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Il Senso della Missione

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Il tema di cui vorrei parlarvi attiene ad un concetto estremamente complesso, difficile da veicolare in tutta la sua profondità e nelle sue tante e variegate sfaccettature. Ma è talmente rilevante per la vita di uno spiritualista che, con umiltà, dovremmo essere soddisfatti con la parte che di esso riusciamo ad esprimere e a comprendere, senza quell'esosa presunzione di aver detto o compreso tutto. Provo ad esprimerlo in maniera succinta, essenziale, dunque con tutti i pro e i contro che ci sono quando si fa una sintesi.
La vita spirituale può cominciare in tanti modi, nelle maniere più svariate. Può cominciare quando abbiamo raggiunto il vertice della piramide sociale e, pur avendo ottenuto il successo, si prova un'intima insoddisfazione che non riusciamo a spiegarci né a comprenderne le cause, perché non scaturisce da niente in particolare. Tutti gli obiettivi possibili (fama, successo, ricchezza, potere...) sono infatti stati raggiunti, eppure, nonostante ci sia tutto, inclusa la salute, ci si accorge che in verità non c'è niente su cui possiamo veramente contare. Ciò accade quando scopriamo che tutto ciò che abbiamo conquistato è di natura effimera, transeunte, e che quindi questo genere di successo non può darci reale, duratura e profonda soddisfazione.
La sensazione che qui ho brevemente descritto non è molto comune, non la sperimentano tante persone, però la menziono perché rappresenta un estremo. Poi c'è l'altro estremo: una persona che non è riuscita a conseguire nulla di socialmente rilevante nella vita, che non è stata in grado di esprimere i suoi talenti, che ha fallito in campo professionale, in famiglia, nelle relazioni, che è sola e sofferente, e in questa condizione sente l'impulso e la necessità di trovare risposte e soluzioni al suo malessere.
Quale delle due categorie pensate sia la migliore?
Dal punto di vista evolutivo, nessuna delle due è a priori migliore dell'altra.

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I Giochi Divini di Shri Ramacandra

Caitanya MahaprabhuShriman Matsyavatara Prabhu ci ha offerto stamani una bellissima lezione su Shri Ramacandra, di cui oggi celebriamo la ricorrenza della divina manifestazione.

Shrila Gurudeva:
Lo Shrimad Bhagavatam celebra Shri Rama ed i Suoi compagni eterni, che Rama porta con sé direttamente dal mondo spirituale come Sita, Lakshman, Bharata, Hanuman. Rama è la manifestazione del Signore supremo in una Sua forma speciale, che rappresenta l'emblema stesso del Dharma. 

Oggi leggeremo dallo Shrimad Bhagavatam, canto nono, le avventure di Shri Ramacandra. Shrimad Bhagavatam IX.10.1-22 "I giochi divini di Shri Ramacandra".

Commentando gli shloka, Shrila Gurudeva ci spiega:

Vibhishena, fratello di Ravana, era stato esiliato dal palazzo reale e aveva eletto dimora sulla spiaggia davanti al mare. Era stato allontanato perché le sue abitudini sattviche erano sgradite ai rakshasa. Quando vide Ramacandra, Vibhishena riconobbe in Lui una Figura Divina e andò subito ad offrirgli i suoi servigi. “Se volete entrare nella città fortificata di Lanka”, disse a Ramacandra, “vi spiego io come fare”. PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SU "LEGGI TUTTO"

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His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

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A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society...
Matsyavatara Prabhu

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Shriman Matsyavatara dasa: 36 anni fa, oggi, per la prima volta incontravo e parlavo con Shrila Prabhupada. Iniziava...
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    A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society for Krishna Consciousness (ISKCON) and the world’s foremost teacher of Krishna Bhakti in the 20th century.

    Born in India as Abhay Charan De, Abhay received a classical European education from Calcutta’s prestigious Scottish Church College. However, as a political activist and early follower of Gandhi’s civil disobedience movement, he rejected his diploma in protest of British rule in India. Several years later, after a life-changing encounter with Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakur, a prominent scholar and spiritual teacher who explained that the practice of Krishna Bhakti is too important to wait for political reform, Abhay redirected his attention from politics towards the cultivation of spiritual life and community.

    Bhaktisiddhanta represented the ancient tradition of Krishna Bhakti, the yoga of devotion, based on the teachings of the Bhagavad-gita. Upon their first meeting, Bhaktisiddhanta asked Abhay to bring the teachings of Bhagavad-gita and the practice of Krishna Bhakti to the West. Inspired by the depth of Bhaktisiddhanta’s devotional wisdom, Abhay became his lifelong student.

    After four decades of learning and practice, while simultaneously running his own business and supporting his family, Abhay took formal vows of sannyasa, or celibate priesthood. In preparation of his journey to the West, Abhay settled in the holy city of Vrindavan, India and began translating the Sanskrit verses of the Bhagavad-gita and the Srimad-bhagavatam into English and writing elaborate commentaries explaining each verse. During this time, Abhay was given the title Bhaktivedanta in recognition of his advanced scholarship and spiritual realization.

    In 1965, at the age of 69, Bhaktivedanta departed from India with unremitting determination to fulfill his teacher’s request. After a month-long voyage, having suffered two heart attacks while aboard an Indian cargo ship, Bhaktivedanta arrived at a lonely Brooklyn pier with seven dollars in Indian rupees and a trunk of ancient Sanskrit scriptures translated into English.

    Although faced with many hardships, Bhaktivedanta began giving Bhagavad-gita classes in Bowery lofts and leading kirtan (devotional chanting) in Tompkins Square Park. His sincerity attracted the attention of young seekers, eager to learn more about meditation and Eastern spirituality. With their help, Bhaktivedanta rented a small storefront in New York’s Lower East Side and continued giving daily classes and leading kirtan.

    Inspired by the support of his young American students, Bhaktivedanta established ISKCON (International Society for Krishna Consciousness) with the hope that his students’ enthusiasm would continue to grow. The following year, Bhaktivedanta was asked to establish ISKCON in San Francisco, where hundreds of more students began regularly attending his classes and kirtans.

    In the following 11 years, Bhaktivedanta (again honored with a new title – Srila Prabhupada) circled the globe 14 times, bringing Krishna Bhakti to tens of thousands of people on six continents. With their help, he established centers and projects throughout the world including temples, ashrams, farm communities, schools, universities, and what would become the world’s largest vegetarian food relief program.

    During this time, Srila Prabhupada continued his translation work and authored an unprecedented number of books, over 70 titles, subsequently translated into 76 languages. His most prominent works include: Bhagavad-gita As It Is, the 30-volume Srimad-bhagavatam, and the 17-volume Sri Caitanya-caritamrita.

    In 1977, at the age of 81, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada passed away in Vrindavan, surrounded by his loving disciples who continue to preserve his legacy. Although the teachings of Krishna Bhakti had rarely ventured beyond India’s borders, by the extraordinary devotion and determination of Srila Prabhupada, tens of millions of people around the globe now benefit from the timeless practice of Krishna Bhakti.

    Vedi

  • Matsyavatara Prabhu

    Shriman Matsyavatara dasa:

    36 anni fa, oggi, per la prima volta incontravo e parlavo con Shrila Prabhupada. Iniziava così quella che sarebbe stata la relazione spirituale cardine della mia vita, il fondamento di tutto quello che poi è stato. Razionalmente non sapevo cosa in seguito sarebbe avvenuto, ma sapevo quello che per me allora era sufficiente sapere.

    Capivo che mi aspettava un immenso lavoro interiore da fare e che al centro di tutto questo lavoro c'era la cura di quella relazione: la relazione spirituale con Guru e Krishna. Avevo letto, avevo visto e conoscevo molti episodi ed esempi di relazione Guru-discepolo, ne avevo compreso l'importanza fondamentale nella tradizione e anch'io ero alla ricerca da tempo di quel tipo di relazione, ma mai prima di allora avevo sentito quel che invece in quel momento sentivo, intuivo, percepivo chiaramente nel cuore.

    Sentivo che era arrivato il mio momento, sentivo che ero giunto di fronte al mio Guru.

    Ora finalmente, dopo tanto tempo e ricerca, lo avevo identificato in una Persona particolare che aveva una certa visione del mondo e della vita e del rapporto con Dio, e anche una sua peculiare tonalità di voce, una certa fisionomia, uno sguardo e un sorriso unici e inconfondibili.

    Era il Guru che mi era stato inviato. Non mi era stato raccomandato o fornito da un'istituzione o da un ente impersonale. Era arrivato in base al mio guna e karma e soprattutto per la infinita misericordia del Signore che io sentivo più forte e presente di qualsiasi altra realtà.

    Quella – come intuivo chiaramente - era la mia prova, e lo scrissi anche sul mio taccuino di viaggio di quell'agosto '76. Era la grande prova della mia vita, in cui avrei dovuto dimostrare la solidità e la profondità del mio desiderio di abbandono a Dio e di realizzazione spirituale, avrei dovuto costruire, misurare e sviluppare la mia capacità di tenuta, la mia premura nel costruire la relazione con il mio Guru e con Krishna e nel mantenerla pura, non contaminandola con nient'altro al mondo.

    Era il terzo viaggio che facevo in India; avevo conosciuto guru, yogi, maestri di ogni tipo, innumerevoli incontri ed esperienze sulla strada della mia ricerca. In quel momento però per la prima volta sentivo che la mia ricerca del Guru avrebbe dovuto fermarsi lì, lì di fronte a Shrila Prabhupada.

    La mia ricerca spirituale sarebbe continuata ma da allora innanzi con un punto fisso irremovibile, con quella relazione spirituale al centro: la relazione con il mio Guru e con Krishna come fondamento.

    Capivo e sentivo con certezza che dovevo affidarmi a Shrila Prabhupada; dopo aver incontrato così tanti Guru, ai quali peraltro avevo mostrato con inchini e rispettosi saluti il mio apprezzamento, per la prima volta nella mia vita sentivo il desiderio di offrire omaggi nella forma di dandavat, e questo accadde solo quando arrivai al cospetto di Shrila Prabhupada, in quel 30 agosto del 1976. Mai era successo prima, e sapevo anche che mai avrebbe potuto succedere in futuro se non avessi colto quell'occasione.

    Quella era la mia occasione, era la grande opportunità della mia vita.

    Matsyavatara dasa (Marco Ferrini)
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