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Le glorie del Santo Nome - Le otto laudi di Shri Caitanya Mahaprabhu

Care devote,
Cari devoti,

Vi prego di accettare i miei omaggi. Lodi e glorie a Shrila Gurudeva e Shrila Prabhupada!

Come consuetudine, in questi giorni di celebrazione delle glorie del Santo Nome, stiamo leggendo ogni mattino dei passi scelti di opere che ci rivelano i prodigiosi effetti sulla coscienza della pratica di Hari Nama Mahamantra, con la guida e il commento del nostro amato Maestro.

Oggi, proponiamo le otto laudi note come Shikshashtaka, attribuite a Krishna Caitanya Mahaprabhu nella Tradizione Vaishnava. Shrila Gurudeva spiega come esse esprimono in maniera fresca, immediata e profonda lo stato di coscienza del loro autore immerso nell’amore per Dio, colmo di fede e di gratitudine per i Santi Nomi. Un modello ideale di pensiero estatico, offerto a tutti coloro che stanno facendo una ricerca spirituale.

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Rispetto, Umiltà e Purezza nella pratica di Hari Nama Mahamantra

Care devote,
Cari devoti,

Omaggi. Glorie a Shrila Gurudeva e Shrila Prabhupada!

Nel celebrare il Festival Mondiale del Santo Nome, possiamo nutrirci e trovare ispirazione dalla seguente riflessione che Shriman Matsyavatara Prabhu ha scritto per noi e per tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla pratica di Hari Nama Mahamantra e sperimentarne il grande beneficio sul lungo cammino verso la perfezione spirituale.

Vostra servitrice,

BalaRadhya dasi

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Gli effetti prodigiosi di Hari Nama Mahamantra - Lezione del 28 Luglio 2016

Care devote,
Cari devoti,

Omaggi. Glorie a Shrila Gurudeva e Shrila Prabhupada!

20 anni fa veniva sancita la giornata mondiale del Santo Nome, trasformata successivamente nella settimana mondiale del Santo nome. Per celebrare il 50° Anniversario dalla fondazione della ISKCON ad opera di Shrila Prabhupada, quest’anno la ricorrenza viene estesa a due settimane di celebrazione: il Festival Mondiale del Santo Nome inizia in data di oggi, 28 Luglio, e terminerà il 14 Agosto.

In particolare, sono lieta di ricordare che la giornata odierna coincide con la data di costituzione della ISKCON (28 Luglio 1966) a New York.

Allo scopo di partecipare e condividere tutti insieme, desidero offrire i miei appunti personali, presi durante le lezioni del mattino del nostro amato Guru Maharaj (Shriman Matsyavatara Prabhu), dedicate a questa speciale commemorazione.

Sperando di farvi cosa gradita, umilmente e in spirito di servizio,

Vostra servitrice

BalaRadhya dasi

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Il significato dell'iniziazione spirituale

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Nella giornata di ieri di Shri Balarama Mahotsava, Shriman Matsyavatara Prabhu ha conferito l'iniziazione spirituale a diciassette praticanti spiritualisti.
Oltre duecento persone hanno partecipato alla cerimonia di Diksha Yajna che si è svolta presso la comunità religiosa di Prabhupada desh.

Shriman Matsyavatara Prabhu: "La sapienza si trasmette con il rito, perché il rito rende accessibile l'ingresso nella dimensione spirituale.
Eliminando il rito, la società moderna sta diventando poverissima: banalizzando tutto, cannibalizza tutto.
Gli iniziandi hanno oggi la grande opportunità di connettersi alla dimensione spirituale, perché si sono assunti la responsabilità dei voti che pronunceranno tra poco, ma tutti voi potrete partecipare a questa atmosfera che si sta creando e di cui tutti siamo beneficiari.

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Shri Balarama Mahotsava e Anniversario della Partenza di Shrila Prabhupada per l'America

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

Oggi ci prepariamo a due importanti eventi che si svolgeranno nelle giornate di domani e dopodomani, 29 e 30 agosto.
Domani ricorre infatti Shri Balarama Mahotsava, la celebrazione della manifestazione di Shri Balarama, prima espansione di Krishna e Suo perfetto servitore.
In questa occasione, nella comunità religiosa di Prabhupada desh (Albettone, VI, Via Roma 9), Shriman Matsyavatara Prabhu offrirà una riflessione su questa importante ricorrenza sacra e conferirà anche l'iniziaziome spirituale ad alcuni praticanti spiritualisti con la cerimonia Diksha Yajna.

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Ascoltando il Mahabharata, evolviamo spiritualmente

Mahabharata_1

E’ appena terminato l’ottavo seminario di Shriman Matsayavatara Prabhu, il cui cuore sono le narrazioni del Mahabharata accompagnate da una lettura incalzante, intensa e travolgente, seguendo il ritmo di racconti che emozionano, rapiscono e stupiscono, interrotti solo dai commenti di Shriman Matsyavatara Prabhu che illuminano questo viaggio oltre il tempo e lo spazio alla ricerca di sé. Già, perché è questo che accade all’ascolto delle avventure dei protagonisti: partecipiamo con trasporto, viviamo le loro sensazioni, gli entusiasmi e le profonde prostrazioni, i successi e gli insuccessi e sembra di veder scorrere di fronte a noi episodi di vita realmente vissuta, forse in questa esistenza o in quelle precedenti, esperienze che riecheggiano come parte di un tempo lontano. La simbologia e le metafore aiutano ad andare oltre i limiti del pensiero logico-razionale, come ci insegna Shrila Gurudeva. Con la sua guida è possibile sviluppare l’ascolto da un piano più profondo, anziché fermarsi alla mera elaborazione del suono; non è solo il processo uditivo coinvolto, bensì il nostro “sentire” e il nostro intuito.

“Il Mahabharata è un oceano di narrazioni sacre, di insegnamenti di vita che ci edificano e ci fortificano, una vastità incalcolabile di tipi psicologici e di caratteri con i quali ciascuno di noi può identificarsi, nei quali ognuno può riconoscere la propria storia. Un’opera che si rivolge a tutti, con la sua immensità di significati e gradualità di livelli di coscienza, intuizione, comprensione e sensibilità che vi vengono rappresentati.”
Shriman Matsyavatara Prabhu

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Vincere l'Ombra - Parte II

Matsyavatara dasa - Marco Ferrini

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Quarto: "Valorizzare i talenti altrui."
Inutile negare e freudianamente rimuovere l'invidia, perché continuerebbe comunque a lavorare dentro e farebbe ancora peggio.
Sul piano pratico la si può purificare e trasformare imparando per prima cosa a valorizzare i talenti altrui, ispirando le persone ad utilizzarli al servizio di Krishna. Questa propensione ci avvicina come carattere agli eterni abitanti di Vaikuntha e in questo modo diventiamo estremamente benefici nei confronti di tutti, a partire da noi stessi. Così le persone possono avvicinarsi al Signore e cominciare ad apprezzarlo, ma come fanno se non sanno nemmeno chi è Krishna? Aiutiamole noi a mettere i loro talenti al Suo servizio. Se ad esempio qualcuno sa cucinare, suggeriamo un menu e offriamo noi a Krishna quel che ha cucinato: "Krishna accetta questo cibo e benedice la persona che l'ha preparato".

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His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

His Divine Grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society...
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Shriman Matsyavatara dasa: 36 anni fa, oggi, per la prima volta incontravo e parlavo con Shrila Prabhupada. Iniziava...
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    A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) is the Founder-Acharya of the International Society for Krishna Consciousness (ISKCON) and the world’s foremost teacher of Krishna Bhakti in the 20th century.

    Born in India as Abhay Charan De, Abhay received a classical European education from Calcutta’s prestigious Scottish Church College. However, as a political activist and early follower of Gandhi’s civil disobedience movement, he rejected his diploma in protest of British rule in India. Several years later, after a life-changing encounter with Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakur, a prominent scholar and spiritual teacher who explained that the practice of Krishna Bhakti is too important to wait for political reform, Abhay redirected his attention from politics towards the cultivation of spiritual life and community.

    Bhaktisiddhanta represented the ancient tradition of Krishna Bhakti, the yoga of devotion, based on the teachings of the Bhagavad-gita. Upon their first meeting, Bhaktisiddhanta asked Abhay to bring the teachings of Bhagavad-gita and the practice of Krishna Bhakti to the West. Inspired by the depth of Bhaktisiddhanta’s devotional wisdom, Abhay became his lifelong student.

    After four decades of learning and practice, while simultaneously running his own business and supporting his family, Abhay took formal vows of sannyasa, or celibate priesthood. In preparation of his journey to the West, Abhay settled in the holy city of Vrindavan, India and began translating the Sanskrit verses of the Bhagavad-gita and the Srimad-bhagavatam into English and writing elaborate commentaries explaining each verse. During this time, Abhay was given the title Bhaktivedanta in recognition of his advanced scholarship and spiritual realization.

    In 1965, at the age of 69, Bhaktivedanta departed from India with unremitting determination to fulfill his teacher’s request. After a month-long voyage, having suffered two heart attacks while aboard an Indian cargo ship, Bhaktivedanta arrived at a lonely Brooklyn pier with seven dollars in Indian rupees and a trunk of ancient Sanskrit scriptures translated into English.

    Although faced with many hardships, Bhaktivedanta began giving Bhagavad-gita classes in Bowery lofts and leading kirtan (devotional chanting) in Tompkins Square Park. His sincerity attracted the attention of young seekers, eager to learn more about meditation and Eastern spirituality. With their help, Bhaktivedanta rented a small storefront in New York’s Lower East Side and continued giving daily classes and leading kirtan.

    Inspired by the support of his young American students, Bhaktivedanta established ISKCON (International Society for Krishna Consciousness) with the hope that his students’ enthusiasm would continue to grow. The following year, Bhaktivedanta was asked to establish ISKCON in San Francisco, where hundreds of more students began regularly attending his classes and kirtans.

    In the following 11 years, Bhaktivedanta (again honored with a new title – Srila Prabhupada) circled the globe 14 times, bringing Krishna Bhakti to tens of thousands of people on six continents. With their help, he established centers and projects throughout the world including temples, ashrams, farm communities, schools, universities, and what would become the world’s largest vegetarian food relief program.

    During this time, Srila Prabhupada continued his translation work and authored an unprecedented number of books, over 70 titles, subsequently translated into 76 languages. His most prominent works include: Bhagavad-gita As It Is, the 30-volume Srimad-bhagavatam, and the 17-volume Sri Caitanya-caritamrita.

    In 1977, at the age of 81, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada passed away in Vrindavan, surrounded by his loving disciples who continue to preserve his legacy. Although the teachings of Krishna Bhakti had rarely ventured beyond India’s borders, by the extraordinary devotion and determination of Srila Prabhupada, tens of millions of people around the globe now benefit from the timeless practice of Krishna Bhakti.

    Vedi

  • Matsyavatara Prabhu

    Shriman Matsyavatara dasa:

    36 anni fa, oggi, per la prima volta incontravo e parlavo con Shrila Prabhupada. Iniziava così quella che sarebbe stata la relazione spirituale cardine della mia vita, il fondamento di tutto quello che poi è stato. Razionalmente non sapevo cosa in seguito sarebbe avvenuto, ma sapevo quello che per me allora era sufficiente sapere.

    Capivo che mi aspettava un immenso lavoro interiore da fare e che al centro di tutto questo lavoro c'era la cura di quella relazione: la relazione spirituale con Guru e Krishna. Avevo letto, avevo visto e conoscevo molti episodi ed esempi di relazione Guru-discepolo, ne avevo compreso l'importanza fondamentale nella tradizione e anch'io ero alla ricerca da tempo di quel tipo di relazione, ma mai prima di allora avevo sentito quel che invece in quel momento sentivo, intuivo, percepivo chiaramente nel cuore.

    Sentivo che era arrivato il mio momento, sentivo che ero giunto di fronte al mio Guru.

    Ora finalmente, dopo tanto tempo e ricerca, lo avevo identificato in una Persona particolare che aveva una certa visione del mondo e della vita e del rapporto con Dio, e anche una sua peculiare tonalità di voce, una certa fisionomia, uno sguardo e un sorriso unici e inconfondibili.

    Era il Guru che mi era stato inviato. Non mi era stato raccomandato o fornito da un'istituzione o da un ente impersonale. Era arrivato in base al mio guna e karma e soprattutto per la infinita misericordia del Signore che io sentivo più forte e presente di qualsiasi altra realtà.

    Quella – come intuivo chiaramente - era la mia prova, e lo scrissi anche sul mio taccuino di viaggio di quell'agosto '76. Era la grande prova della mia vita, in cui avrei dovuto dimostrare la solidità e la profondità del mio desiderio di abbandono a Dio e di realizzazione spirituale, avrei dovuto costruire, misurare e sviluppare la mia capacità di tenuta, la mia premura nel costruire la relazione con il mio Guru e con Krishna e nel mantenerla pura, non contaminandola con nient'altro al mondo.

    Era il terzo viaggio che facevo in India; avevo conosciuto guru, yogi, maestri di ogni tipo, innumerevoli incontri ed esperienze sulla strada della mia ricerca. In quel momento però per la prima volta sentivo che la mia ricerca del Guru avrebbe dovuto fermarsi lì, lì di fronte a Shrila Prabhupada.

    La mia ricerca spirituale sarebbe continuata ma da allora innanzi con un punto fisso irremovibile, con quella relazione spirituale al centro: la relazione con il mio Guru e con Krishna come fondamento.

    Capivo e sentivo con certezza che dovevo affidarmi a Shrila Prabhupada; dopo aver incontrato così tanti Guru, ai quali peraltro avevo mostrato con inchini e rispettosi saluti il mio apprezzamento, per la prima volta nella mia vita sentivo il desiderio di offrire omaggi nella forma di dandavat, e questo accadde solo quando arrivai al cospetto di Shrila Prabhupada, in quel 30 agosto del 1976. Mai era successo prima, e sapevo anche che mai avrebbe potuto succedere in futuro se non avessi colto quell'occasione.

    Quella era la mia occasione, era la grande opportunità della mia vita.

    Matsyavatara dasa (Marco Ferrini)
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