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    Diario dal pellegrinaggio in India sulle orme di Shri Caitanya - Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati

    24/02/2011 – Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati

    di Mukundacandra das

    Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma.
    Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per  i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.

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    Diario dal pellegrinaggio in India sulle orme di Shri Caitanya - Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar

    23/02/2011 pomeriggio – Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar

    di Anantadeva das

    Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto.

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    Diario dal pellegrinaggio in India sulle orme di Shri Caitanya - visita al tempio di Vedagirishvara

    21/02/11 pomeriggio: visita al tempio di Vedagirishvara

    di Anantadeva das

    Nel pomeriggio abbiamo visitato un luogo sacro visitato da Shri Krishna Caitanya Mahaprabhu durante il Suo viaggio nell'India del Sud. Il luogo è noto come Pakshi Tirtha, ed è citato nella Caitanya Caritamrita, Madhya Lila, cap. IX verso 72:

    paksi-tirtha dekhi' kaila siva darasana Paksi Tirtha dekhi 'Kaila Siva darasana
    vrddhakola-tirthe tabe karila gamana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana

    “A Pakshi Tirtha Shri Caitanya Mahaprabhu ha visitato il tempio del Signore Shiva. Poi si recò nel luogo di pellegrinaggio di Vriddhakola.” Pakshi tirtha è chiamato anche Tirukadi-kundam e si trova nove miglia a sud est di Cimlipat. È situato a circa centocinquanta metri di altezza sulla catena collinosa nota come Vedagiri o Vedachalam. Qui si trova un tempio dedicato a Shiva e la divinità adorata è chiamata Vedagirishvara. È detto che da tempo immemorabile due uccelli si rechino giornalmente in quel luogo a prendere il cibo offerto dal sacerdote del tempio” (dal commento di Shrila Prabhupada).

    Saliamo la lunga scalinata che porta al tempio di Shiva situato sulla collina in un'atmosfera di profondo rispetto. Dalla cima è possibile contemplare la città che si trova a valle e lo shanku tirtha, un laghetto dove si dice che ogni 12 anni si manifesti sul fondo una conchiglia. In quel luogo si dice abbia ricevuto l'illuminazione Markandeya, uno dei rishi più importanti dell'India. Entriamo dentro il tempio, bellissimo, e ci assorbiamo nell'atmosfera di un luogo magico, di profonda devozione verso il Signore Shiva. Veniamo accolti con grande rispetto. All'uscita incontriamo Shrila Gurudeva, che ci introduce alla sacralità del luogo. Felici riprendiamo la scalinata sulla via del ritorno, cantando i santi Nomi del Signore in un bellissimo kirtan terminato con una danza di Shrila Gurudeva ai piedi della collina Vedagiri. Jaya Shrila Gurudeva!

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    Diario dal pellegrinaggio in India sulle orme di Shri Caitanya - visita al sito archeologico e lezione nel parco


    21/02/11 mattino: visita al sito archeologico di Mahabalipuram e lezione nel parco.
    di Anantadeva das

    La mattina del primo giorno pieno del nostro soggiorno a Mahabalipuram inizia con il canto del Santo Nome sulla spiaggia di fronte all'Hotel che ci ospita. Da li è possibile meditare con lo sfondo di un tempio millenario, lo Shore Temple, che i ricercatori datano VII secolo d.C. Dopo la colazione ci dirigiamo presso uno dei luoghi archeologici forse più importanti dell'intera India, dove risiedono reperti di grande valore artistico, come ad esempio l'Arjuna Penance (Le ascesi di Arjuna), un basso rilievo direttamente scolpito nella roccia che raffigura la creazione e la discesa di Ganga Devi sulla terra. Ci introduce al luogo Mukundacandra Prabhu, con notizie e dettagli davvero notevoli. Tutti i partecipanti apprezzano e ringraziano. Più tardi ci dirigiamo verso il parco interno, dove Shrila Gurudeva tiene la lezione.

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    Come eliminare i pensieri disturbanti

    Trasformazione dei contenuti psichici tossici in sana energia psico-ecologica attraverso la scienza dello Yoga

    Il fenomeno della Percezione può così descriversi: un oggetto esterno, costituito dai cinque fondamentali elementi o bhuta (terra, acqua, fuoco, aria, etere) stimola il sensorio (indriya) che reagisce attivandosi. In questo modo, segmenti d'informazione prima esterni al soggetto penetrano nella coscienza sotto forma di vritti: in particolare di nomi (nama) e forme (rupa). Tali dati sensoriali entrati dalla coscienza, scivolano in breve tempo nell'inconscio andando a costituire un nuovo samskara o a rafforzarne uno precedente. La nuova esperienza sensoriale infatti andrà ad aggregarsi con tutte le altre esperienze simili precedenti, costituendo in tal modo costellazioni di samskara carichi di una potenza direttamente proporzionale al numero di esperienze  agglomeranti.

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    Diario dal pellegrinaggio in India sulle orme di Shri Caitanya - Il primo giorno a Mahabalipuram

    Il primo giorno a Mahabalipuram
    20/02/2011

    Il primo giorno è trascorso secondo il rituale dell'ambientamento. L'India ci ha accolto con i suoi colori, i suoi profumi. Il viaggio dall'aeroporto a Mahabalipuram è stato molto piacevole, due ore circa di auto. Appena arrivati abbiamo preso posizione delle nostre stanze e subito abbiamo rispettato un tipico pranzo indiano, molto apprezzato. Poi per molti di noi il meritato riposo con appuntamento alle ore 18.30 per la prima lezione di Shrila Gurudeva. Ci siamo ritrovati sulla terrazza dell'albergo, un posto appartato, intimo, proprio di fronte alla stanza del Maestro.

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    Shrila Gurudeva esprime la sua gratitudine a tutti i partecipanti per la loro presenza, e al Signore per avergli dato la possibilità di tornare in questi luoghi dopo 36 anni. Ci ricorda come viaggi di questo tipo siano sukriti, attività pie, e rappresentano uno dei modi migliori per trascorrere il proprio tempo: “Se investiamo bene, ci torna indietro molto più bene di quanto abbiamo investito; se investiamo male, il male che ci torna indietro è ancora più grande. Il sommo bene è agire per l'evoluzione spirituale nostra e altrui.

     

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    Diario dal pellegrinaggio in India sulle orme di Shri Caitanya

    Sulle Orme di Shri Caitanya (Mahabalipuram-Kanchipuram, Tirupati, Haridwar)
    di Anantadeva das

    19/02/2011 –  La partenza

    Questa mattina ci siamo svegliati per partire molto presto. Appuntamento alle ore 8:00 in direzione Venezia. Inizia così un nuovo bellissimo viaggio sulle orme di Shri Caitanya Mahaprabhu. Lungo il viaggio in macchina cantiamo la preghiera di Guru Puja, la preghiera al Signore Nirsimha, la preghiera ai sei Goswami di Vrindavana. Poi ognuno di noi si assorbe nel Canto dei Santi Nomi, per trovare la concentrazione giusta per affrontare un viaggio impegnativo ed ispirante allo stesso tempo. Ora siamo all'aeroporto in attesa di incontrare i partecipanti al Viaggio.

     

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    Alla ricerca dell'armonia

    29 Gennaio 2011

    Siamo in viaggio verso Torino, dove Shrila Gurudeva terrà oggi pomeriggio e domani un seminario sul tema: “La ricerca di armonia nelle relazioni”.
    L'auto scorre veloce sull'asfalto. Così incessante scorre la nostra vita. Il tempo, ci dice Shrila Gurudeva, lavora per noi. Ci è amico, poiché ci ricorda che il senso di questa vita va ricercato oltre le cose che passano, oltre la mutevolezza di questo mondo, oltre ciò che è effimero.
    Anche il tempo, dunque, è maestro di vita. Ci insegna a ricercare lo scopo, l'essenza, affinché ogni viaggio sia verso la sua meta.
    In auto cantiamo la lode ai sei Gosvami, discepoli di Shri Caitanya, fulgidi esempi di umiltà, rinuncia, devozione e dedizione a Dio.

     

    Shrila Gurudeva ci dice: 

    “Se comprendiamo il significato di questa preghiera che rievoca le qualità dei sei Gosvami, realizziamo che questa lode contiene la struttura di sapere fondamentale per portare armonia nelle relazioni. Il seminario di oggi dovremmo farlo condurre ai sei Gosvami di Vrindavana, e così faremo. Mi ispirerò alla loro saggezza; invoco le loro benedizioni affinché ci aiutino a svelare il segreto dei segreti, la chiave per entrare in armonia con noi stessi e con gli altri: amare Dio e in Dio amare ogni creatura; farsi umili servitori per favorire il bene di tutti. Senza questo impegno costante, le relazioni non durano, si rovinano; tutto si disperde e si confonde in una tristezza senza fine.”

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    Il mio primo incontro con Shrila Prabhupada

    Nell’estate del 1976 mi trovavo in India, nella zona dell’Himalaya. Ero seriamente interessato alla Scuola filosofica e psicologica del saggio Patanjali (rajayoga-sutra) e vivevo in un ashrama, dove studiavo dall’alba al tramonto. Là nessuno sapeva chi io fossi: avevo 31 anni, ero celibe e godevo di ottima salute. In Europa stavo vivendo un periodo di grande successo, in Italia venivo considerato come uno fra i maggiori designers internazionali nel campo dell’architettura d’interni. Tuttavia denaro, fama, vita di società e compagnie altolocate non mi procuravano più nessuna gioia, anzi, mi rattristavo nel sentirmi sempre più solo in mezzo ad una folla di “amici” anonimi. Percepivo di stare inutilmente consumando il mio tempo migliore poiché mi muovevo in direzione diametralmente opposta alle mie vere aspirazioni. Così, nel ‘74, con grande sorpresa di tutti, iniziai a dare una svolta alla mia vita: con grande cautela selezionai le amicizie, cancellai gran parte degli impegni mondani e indirizzai i miei interessi sempre più verso l’introspezione. Mi si era ingenerata, infatti, una specie di nausea per tutta la letteratura mondana, anche per quella degli autori più famosi, psicologi inclusi.
    Pur avendo partecipato ai movimenti studenteschi del ‘68, avevo perso ogni interesse per le loro istanze, ormai tradite, volgarizzate e banalmente politicizzate. La violenza verbale e politica, la droga e il sesso, avevano fagocitato quei deboli valori di libertà e di giustizia iniziali, facendoli degenerare in maniera definitiva e per me inaccettabile. Con questo stato d’animo, stavo perdendo interesse verso l’Occidente edonista-materialista e, grazie ad alcune nuove letture, stavo gradualmente guardando ad Oriente. Anche la rotta dei miei viaggi era cambiata e, anziché recarmi a Parigi e a New York, come prima facevo spesso, cominciai a visitare la Cina e l’India, finché finii per individuare il baricentro della mia ricerca: i miei interessi si concentravano sempre più attorno alla spiritualità. L’immenso corpus della letteratura vedica mi aveva attratto e, tra i vari testi che avevo potuto trovare e leggere, il testo sugli Yoga Sutra di Patanjali era stato quello che, per i suoi contenuti psicologici, più di ogni altro mi aveva stimolato, riaccendendo in me vivo interesse per quella scienza.

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    Il fascino della meta

    Care devote, cari devoti, omaggi;
    lodi e glorie a Shrila Prabhupada e a Shri Shri Radha Govinda Deva.
    Con piacere, condivido con voi quanto segue. Sono bellissimi shloka della Bhagavad-gita che ho posto a confronto con alcuni passi tratti dai dialoghi di Platone.
    Ancora una volta questa lettura comparata dimostra come la saggezza spirituale sia universale, trasversale a tutte le culture e civiltà, di tutti i tempi.
    Con affetto,
    Matsya Avatara dasa

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    “Ciò che all'inizio può sembrare veleno, ma che alla fine si rivela puro nettare e risveglia alla realizzazione spirituale, è la felicità che appartiene alla virtù (sattva-guna). Add a comment

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